A lezione con il difensore civico regionale

Il Cfp ha organizzato un incontro per i ragazzi con Alessandro Barbetta. Molte le domande degli studenti, tra cui anche quella del perchè Tradate non abbia un persona che ricopra questo ruolo in comune

Il difensore civico incontra i ragazzi del Centro di Formazione Professionale. Alessandro Barbetta, che ricopre questa importante figura a livello regionale ha spiegato ai ragazzi del CFP l’importante ruolo “che non tutti sanno esistere da quasi due secoli”. Partendo dalla domanda "cosa c’entrano i ragazzi con questo ruolo", Barbetta ha illustrato ai giovani studenti il rapporto conflittuale che il cittadino vive ogni giorno con le leggi. “Tra regionali e statali – ha spiegato Barbetta – vi sono più di centomila leggi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni. Il cittadino comune ha così l’impressione di dover subire più che essere il destinatario delle leggi che le istituzioni fanno per lui”.

 

Barbetta ha illustrato come il ruolo del difensore civico non risponda alla parte politica delle istituzioni, ma soltanto agli uffici competenti. “Ciò che rallenta l’esecutività delle leggi è la burocrazia; non è colpa dei dipendenti, le difficoltà sono oggettive, come appunto le troppe leggi da conoscere o la mancanza di tecnologia negli uffici. Il risultato è che gli stessi addetti fanno fatica a trovare le piste per porre in atto soluzioni vantaggiose al cittadino”. Per facilitare il cittadino a districarsi meglio in questo complesso sistema burocratico esiste la figura del difensore civico. 

L’ufficio di Barbetta si compone di circa 15 collaboratori, specializzati in tutte le materie. Questo facilita notevolmente il lavoro degli esperti di fronte alle richieste mosse dai cittadini. Alta la partecipazione dei ragazzi che subito dopo la relazione, hanno posto numerose domande. Tra queste, oltre a quella di come poter diventare difensore civico, anche molti quesiti sui loro diritti e doveri all’interno del loro sistema scolastico. 

Gli studenti hanno poi fatto una domanda che si ancora molto alla realtà cittadina: come mai a Tradate non c’è un difensore civico. Barbetta ha risposto che non si tratta di un’istituzione obbligatoria per i comuni; nella Regione Lombardia sono tuttavia oltre 250 le amministrazioni che hanno istituito questa figura. La città di Tradate non ha ancora un proprio difensore civico, ma Barbetta ha suggerito che l’amministrazione comunale potrebbe accordarsi con uno dei comuni limitrofi che già l’hanno istituito. È infatti pratica comune che diversi piccoli paesi si uniscano per usufruire dello stesso difensore civico.

 

Secondo il direttore del centro Massimo Casolo Ginelli “è stato un appuntamento molto importante che ha avvicinato i ragazzi alle istituzioni in modo diretto. Abbiamo già svolto questo incontro nella sedi di Luino e Gallarate, e adesso stiamo aspettando il via libera dalla Regione per simulare un consiglio regionale proprio nella sede della Regione a Milano”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 novembre 2001
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