Acli a convegno: «La sussidiaretà deve garantire tutti»

L'associazione riflette sulla nuova legge 328

«Utilizzare le risorse private é giusto, ma il ruolo di garante del pubblico non può essere messo in cantina». Ruffino Selmi, presidente provinviale delle Acli, spiega i motivi che hanno portato l’associazione a organizzare un convegno sulla nuova legge 328/2000 sui servizi sociali. Sotto la lente di ingrandimento é la sussidiarietà. «Ci sono due concezioni di sussidiarietà – spiega Selmi – una che vuole mettere in secondo piano il ruolo dello stato e un’altra, che noi preferiamo, che valorizza le risorse private ma che vuole che lo stato rimanga come garante, e assicuri qualità accettabile e massima copertura dei servizi alla popolazione».
Al seminario era presente anche Mimmo Lucà, parlamentare dell’Ulivo tra i promotori della nuova legge. Le nuove norme valorizzano il ruolo delle risorse del territorio, creando una rete di servizi divisi tra pubblico e privato e stimolando la collaborazione tra queste due realtà. «La domanda interessante – aggiunge Selmi – é capire che cosa lo stato non può fare e cosa invece non vuole fare. E’ qui che si pone il discrimine».
Per Sara Gorlini, presidente della cooperativa sociale Solasa, la legge ratifica sulla carta ciò che le Acli stanno facendo oramai da tempo: interventi e prestazioni a tutti i livelli. E’ presto, però, per poter fare un bilancio della effettiva praticabilità delle nuove norme. «Di fatto non é cambiato molto, ma anche perché la situazione era già orientata a una rete di servizi e di collaborazioni». Rimane piuttosto il rischio di doppioni nelle offerte dei servizi, un problema risolvibile proprio con il coordinamento pubblico. Novità positive si sono registrate nel rapporto con gli enti locali. «Il difetto dei comuni é quello di acquistare spesso servizi con il criterio del massimo ribasso a scapito della qualità, ma qualcosa – racconta Sara Gorlini – sta cambiando». Tra le novità proposte dalle Acli quella dei buoni servizio. In pratica, l’utente, può rivolgersi all’ente pubblico che gli presenta tutte le offerte private per un particolare bisogno: sarà poi lui a scegliere a chi affidarsi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2001
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