Anche i magistrati di Varese incrociano le braccia

Da mezzogiorno sospensione dell'attività giudiziaria e riunione con lettura del documento nazionale

L’Associazione Nazionale Magistrati di Varese ha deliberato di aderire all’agitazione proclamata dalla Giunta Esecutiva Centrale per oggi nelle seguenti forme:

  • sospensione alle ore 12.00 delle attività giudiziarie in corso, ad esclusione delle udienze con detenuti;

  • comunicazione data da ciascuno magistrato mediante affissione alla porta del proprio ufficio con apposito avviso dei motivi della sospensione;

  • riunione per 15 minuti , dalle 12.00 alle 12.15, di tutti i magistrati in aula dove sarà data lettura del documento nazionale.

Il segretario Orazio Muscato
Il presidente Agostino Abate

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

La magistratura non si arresta nel suo impegno per applicare le legge con imparzialità, nel quadro dei valori richiamati dal Capo dello Stato nel Suo discorso del 21 novembre, nel quale i magistrati si riconoscono interamente. I magistrati non deflettono dalla corretta applicazione della legge né si fanno intimidire da quanti tentano di limitare la loro indipendenza e di frenare la loro funzione di controllo di legalità.

L’ANM denuncia con forza come la marginalizzazione della magistratura sia frutto di interventi normativi che erodono i settori di intervento del giudice a favore di organi che non sono dotati del carattere della indipendenza e della autonomia, attraverso la diffusione delle Authority, la proposta di privatizzazione del processo civile e interventi normativi privi di efficacia sulla funzionalità del processo, in particolare di quello penale, nonché attraverso una continua opera di delegittimazione del suo operato e dei suoi esponenti posta in essere anche da rappresentanti delle istituzioni.

Questa opera di delegittimazione ha raggiunto ormai toni e metodi del tutto inaccettabili, che incidono gravemente sul corretto funzionamento delle Istituzioni democratiche e sull’equilibrio dei poteri.

L’ANM evidenzia l’assenza di adeguate risorse economiche idonee ad assicurare il miglior funzionamento della giustizia e una risposta in tempi ragionevoli alle domande dei cittadini, nonché a garantire la dignità dei magistrati attraverso una effettiva equiparazione del trattamento economico a quello che di cui già gode la magistratura amministrativa e contabile.

L’ANM rileva che, nonostante le assicurazioni ricevute dal Ministro della Giustizia, nessuna modifica è stata apportata alla Legge Finanziaria dal Senato per accogliere le nostre richieste e per consentire le misure indispensabili al fine di perseguire l’obbiettivo della ragionevole durata del processo (soprattutto l’ufficio del giudice).

I magistrati non possono più accettare che la disapprovazione dell’opinione pubblica per le inadempienze del Ministro della Giustizia responsabile – per Costituzione – del buon funzionamento dell’amministrazione della Giustizia ricada invece solo su di loro.

L’A.N.M. chiede con forza che cessino gli attacchi nei confronti dell’ordine giudiziario, che per dettato costituzionale è autonomo e indipendente. Questi attacchi rischiano di innescare una grave crisi istituzionale e costituiscono un reale pericolo per la democrazia. La fine di tali aggressioni è premessa perché si possa ricostituire un clima di correttezza ed equilibro costituzionale presupposto essenziale per affrontare i gravi problemi che riguardano il settore della giustizia.

L’ANM si riserva ulteriori iniziative di mobilitazione per ottenere il riconoscimento della loro dignità professionale, sia sul piano economico sia su quello di condizioni di lavoro ben organizzate ed efficienti, per un migliore servizio della giustizia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2001
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