Antonio Ghiringhelli: un largo a lui dedicato vicino alla “sua” Scala

A più di venti anni dalla sua scomparsa Milano ricorda il grande sovrintendente del Teatro alla Scala

Sabato 1 dicembre 2001 Milano ricorda Antonio Ghiringhelli. Per molti giovani varesini forse questo nome non dice nulla, ma per la cultura italiana Ghiringhelli rappresenta una colonna e il simbolo della rinascita post-bellica.
Dal piccolo paese di Brunello egli approda alla Scala rivestendone la carica di sovrintendente per molti anni, nel periodo più duro quando il teatro milanese, distrutto dai bombardamenti, doveva rinascere. 

La sua vita assomiglia a un romanzo: orfano di madre giovanissimo, per aiutare la famiglia lavora alle poste come fattorino con l’impegno di recapitare i telegrammi agli ospiti del Grand Hotel del Campo dei Fiori: è il primo incontro con il "bel" mondo a cui seguiranno negli anni che lo vedranno addirittura protagonista..

A soli 16 anni conosce, quasi per caso, l’avvocato Antonio Greppi di Angera:  ad attirare l’attenzione del futuro sindaco di Milano è il libro che Ghiringhelli sul treno sta leggendo, l’autore è Tolstoj. Una lettura inusuale per un giovane che segna l’inizio prima di un dialogo e poi di una lunga e forte amicizia. Quando Greppi assume nel 1945 la carica di Sindaco della Milano liberata chiama a dirigere il Teatro della Scala Antonio Ghiringhelli che nel frattempo era diventato un affermato imprenditore. L’anno dopo La Scala riapre al pubblico e sotto la guida di Ghiringhelli ritrova il suo primato tra i grandi teatri del mondo. 
Ghiringhelli conoscerà i più importanti musicisti, cantanti e direttori d’orchestra del mondo e rimarrà celebre anche per i suoi "no": per La Scala ha sempre voluto e ottenuto il meglio.

Varese ha ricordato negli anni un po’ sbadatamente il grande sovrintendente, solo qualche articolo, e uno speciale voluto dalla Camera di Commercio sulla rivista Lombardia Nord- Ovest nel 1999.

Sabato alle 11.00 alla presenza del Sindaco Albertini, Milano gli dedica un largo proprio accanto alla "sua" Scala. Un doveroso omaggio a un grande della cultura italiana.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2001
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