Articolo 18: «avviciniamoci all’Europa»

Gianni Mazzoleni, segretario provinciale CNA, trova molti spunti interessanti sulla delega di riforma del mercato del lavoro

Riceviamo e pubblichiamo

Nella delega di riforma del mercato del lavoro presentata ieri sono molti gli spunti interessanti, ma l’attenzione si è incentrata principalmente sulla proposta di un parziale superamento, per una fase sperimentale di 4 anni, dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. In proposito, questo è stato il commento del Segretario Provinciale della CNA di Varese, Gianni Mazzoleni: La questione è lacerante perché la si è caricata di significati simbolici e, per altro, sarebbe opportuno non dimenticare che è stata oggetto di un referendum popolare che, per quanto invalidato dal mancato raggiungimento del quorum, aveva prodotto un risultato ben preciso. Fatte salve queste considerazioni, nelle proposte del Governo sembra si possa intravedere la volontà di percorrere la strada, anche attraverso un’inedita fase di sperimentazione, di rendere più dinamico il mercato del lavoro cercando di rimuovere vincoli alla crescita occupazione delle imprese. Le misure proposte – che sarebbero potenziate da una revisione della L. 108 che regola i licenziamenti delle imprese sotto i 15 dipendenti, inducono a sperare nell’affermazione del principio di una maggiore flessibilità che consentirebbe alle imprese di crescere, di trasformare rapporti di lavoro atipico in lavoro a tempo indeterminato e di accompagnare e favorire l’emersione del lavoro nero. Al di là delle posizioni ideologiche, sarebbe il caso di puntare ad una maggiore omogeneità con il resto dell’Europa dove i tassi di occupazione sono migliori dei nostri, rimuovendo nelle PMI i vincoli che finora hanno intgenerato più la paura di assumere che la protezione degli occupati. In questo senso è necessaria una profonda riforma del mercato del lavoro che accompagni le imprese ed i lavoratori verso un maggior dinamismo nel rapporto domanda-offerta ed una maggiore qualificazione degli strumenti di gestione di tali dinamiche, a partire dall’utilizzo della formazione. L’auspicio è che su una questione che tocca aspetti sensibili non ci si limiti a fare crociate sui principi ma che si rinviino le valutazioni a quando la fase di sperimentazione consentirà una verifica serena degli effetti di questi provvedimenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 novembre 2001
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