Caso anestesisti: a pagare rimangono i giovani medici

Accordo tra Ospedale e Università per gli specializzandi

Superato da Ospedale e Università il problema degli anestesisti specializzandi: è stato trovato un punto d’equilibrio per le rispettive esigenze, l’ospedale potrà contare su un diminuito numero di giovani medici, ma rimedierà con altri incarichi professionali esterni e assicurerà, come in passato, i massimi livelli del servizio; l’Università dopo avere individuato i reparti ospedalieri idonei alla realizzazione piena dei percorsi formativi e didattici indicherà gli specializzandi per i quali, nell’ambito dei corsi stessi, è previsto anche l’impegno pratico dell’assistenza, l’attività anestesiologica.

In sostanza non saranno più generalizzati i contratti per i giovani medici che devono completare la specializzazione.

Negli ospedali dell’Azienda servono circa cento anestesisti: sino a oggi si poteva contare su 58 medici di ruolo, 17 incaricati e la copertura totale era garantita dagli specializzandi dell’Università, è stata allora disposta dalla direzione generale la creazione di un fondo al quale attingere per remunerare adeguatamente anestesisti di professione che possono prestare la loro opera nei nostri ospedali.

Se la scelta dell’Università di disciplinare l’utilizzazione degli specializzandi a favore di una maggiore attività didattico-formativa voleva essere al tempo stesso un raid nel quadro della querelle tra Ospedale e Università, si può dire che sul terreno sono rimasti solamente i giovani medici che, lavorando, rendevano meno pesante il loro bilancio finanziario in attesa della specializzazione. Ma è sempre così, negli assalti cade sempre la truppa, i generali mai.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2001
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