Cicogne all’assalto dell’ospedale Del Ponte

Per il trasloco medici e infermieri mobilitati. Da lunedì nella struttura di piazza Biroldi ci sarà anche il "cuore" del polo materno-infantile

Il tuo bambino ha deciso di nascere oggi. In maniera del tutto imprevista rispetto ai termini della scadenza. Sali in macchina con tuo marito e ti precipiti all’ospedale, reparto ostetricia. Si ma quale? Oggi infatti è giornata di traslochi fra l’ospedale di Circolo e Del Ponte. Nel giro di due giorni il polo materno-infantile avrà la sua completa organizzazione e struttura nell’edificio di piazza Biroldi. Con il trasloco delle unità operative di ostetricia, ginecologia, del nido e della terapia intensiva si completa l’operazione iniziata da qualche mese e si trasferisce quello che Massimo Agosti, primario della neonatologia, chiama il "cuore" del reparto. Facile capire perché. Non si tratta di trasferire solo macchinari, competenze e incartamenti, ma le future mamme e le puerpere, i bambini sani del nido e soprattutto i bambini malati nelle incubatrici. 

E nonostante questa operazione sia molto delicata e impegnerà molte risorse, non ci sono rischi di operatività. «Doppi turni di medici e infermieri, ferie bloccate, con questi provvedimenti tutto il personale è mobilitato e può rispondere ad ogni tipo di emergenza, addirittura oggi si potrà nascere sia al Del Ponte che al Circolo, ma il consiglio è di rivolgersi direttamente al nuovo polo materno-infantile – dice Agosti – abbiamo scelto per questa operazione un momento partricolare, durante il fine settimana le operazioni routinarie, come esami diagnostici, non si svolgono». Una grande mobilitazione dunque, che ha potuto godere della collaborazione sinergica della direzione sanitaria e della grande disponibilità e responsabilità di medici e infermieri. Basti pensare che in questi due giorni nel reparto di neonatologia, ma questo vale anche per gli altri, lavoreranno sedici infermiere e otto medici rispetto ai cinque e tre operativi il sabato. Due autoambulanze faranno invece avanti e indietro per trasportare mamme e neonati, altre due saranno a disposizione per le emergenze, pronte a coprire in ogni momento le richieste di trasporto neonatale di tutta la provincia. «Non siamo solo coperti, siamo foderati» esclama Agosti.

E il polo materno-infantile da lunedì sarà al completo. Si andrà a  stare bene in questo centro ultraspecializzato dove la cura dei particolari non risponde a crismi estetici, ma alle esigenze terapeutiche. Nella nuova struttura le mamme ad esempio avranno a disposizione camere con al massimo due letti, in cui ci sarà posto per fasciatoio e vaschetta per il bagno (foto in alto). Non sono semplici accessori, ma rispondono al processo di umanizzazione degli ospedali. «Lo spirito del neonatologo – spiega ancora Agosti – non può prescindere dalle macchine e dalla tecnologia, ma ancora più importante è l’umanizzazione, che porta a non medicalizzare situazioni normali come la maternità». Il bambino ha bisogno della mamma e quest’ultima solo di essere consigliata e non curata. Quando invece il neonato è malato la tecnologia e le macchine sono importanti, purché oltre alle competenze, ci sia anche il cuore. Sono concetti che il dottor Massimo Agosti ci tiene a spiegare, perché rappresentano un nuovo motore nelle strutture ospedaliere.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 novembre 2001
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