Comune-Amsc, patto di ferro sui servizi

Si profila un allargamento del business. Convenienza reale e risorse dell'azienda, le carte da decifrare

Le luci di Corso Italia, la manutenzione delle case popolari, le nuove fognature, le caldaie delle scuole. Servizi che ora il comune gestisce in economia o in affidamento a privati e che potrebbero passare di mano. L’amministrazione ritiene infatti che l’Amsc, l’azienda speciale appena trasformata in Spa, potrebbe prendere in carico alcune di queste commesse. Si tratta del primo passo verso l’allargamento e il rafforzamento della presenza sul mercato della storica multiutilities di via Aleardi. 
Un ‘patto di ferro’ tra il comune e l’azienda, che però dovrà essere ancora valutato nel piano industriale che il presidente Nino Caianiello sta per affidare a un gruppo di esperti. Proprio per consentire ai tecnici la valutazione dell’economicità di questo allargamento della "mission", la maggioranza ha insistito per inserire un documento di indirizzo che va in tal senso, all’esame del consiglio comunale.
«Gli attuali servizi non sono soddisfacenti» spiega il sindaco Nicola Mucci. Qualche esempio? «La gestione calore degli edifici comunali dove al più presto passare dal gasolio al metano. L’illuminazione pubblica é gestita in parte dall’Enel ma le riparazioni hanno tempi lunghi e notiamo una trascuratezza nel potenziamento degli impianti. La gestione del patrimonio Erp, le case popolari comunali, circa 350, ora affidate all’Aler, potrebbe migliorare ed essere più vicina ai cittadini». E così via.
Rimane da capire quanto potrà essere conveniente per l’azienda il nuovo impegno che si profila all’orizzonte. «Ci sarà un business per noi?» argomenta il presidente Caianiello. «E’ quanto dovrà stabilire il piano industriale. Solo allora potremo sapere se il gioco vale la candela. Di certo – aggiunge – é l’avvio di un processo che dovrà avere una verifica su più campi». Anche le valutazioni del sindaco rimangono orientate alla prudenza. Di una cosa é però sicuro Nicola Mucci. La Amsc, da oggi in poi, dovrà ragionare su una ‘mission’ sempre più ampia, per reggere la competizione. 
Proprio su questo nodo strategico si concentrano le perplessità dell’opposizione. «L’idea della giunta può anche essere condivisibile – spiega il diessino Antonio Pepe – ma per poter avere dei risultati bisogna operare con delle forze adeguate: macchinari, tecnologie, organizzazione e formazione del personale. L’azienda, negli ultimi anni, non ha speso una lire in questi settori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 novembre 2001
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