Dalle porte per entrare in città ai manganelli, tutto fa “prevenzione”

Il problema della sicurezza oggetto di varie proposte. Alcune delle quali davvero "originali"

 

Tempo fa un sindaco lombardo propose in consiglio comunale di recintare il paese per vietare l’ingresso alle persone "poco gradite", come accadeva nel medioevo con le "porte" di ingresso alla città. Albertini, sindaco di Milano, l’ha fatto con piazza Vetra, ma per evitare lo spaccio nel Parco delle Due Basiliche.
Senza andare tanto lontano diverse sono le soluzioni che i sindaci dell’alto Varesotto adottano per combattere l’aumento della microcriminalità, a volte unendo le forze con altri comuni.
A Mesenzana, nel Luinese, la primavera scorsa si parlò di pagare un corpo di vigilantes per i pattugliamenti serali del paese, e anche nell’assemblea di ieri sera, lunedì 26 novembre, a Cugliate Fabiasco qualcuno ha fatto cenno al possibile impiego delle guardie giurate, come avviene in alcuni quartieri residenziali delle grandi città.
E’ inoltre singolare come la risposta dei cittadini sia diversa anche a seconda dell’area in cui i furti vengono perpetrati: in Valcuvia, altra zona colpita di recente da numerosi furti, non si hanno notizie di assemblee pubbliche, benché il giovane sindaco di Orino, Dario Clivio abbia proposto qualche mese fa – più come deterrente che come soluzione drastica del problema -, l’introduzione di "manette e manganelli" tra i vigili urbani, oggi disarmati, per dissuadere i criminali dall’entrare nelle villette.
La soluzione più efficace a questi problemi, sul fronte istituzionale, risulta tuttavia il consorzio di vigili, come quello attivo in Valganna da quasi un anno o l’analogo Ufficio comune del Verbano, con sede a Cittiglio, dove vengono fatti confluire gli agenti di otto comuni del comprensorio che svolgono mansioni in concerto con l’attività delle forze dell’ordine. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2001
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