Di soldi non ce ne sono proprio più

La mancata cessione del 40% di Aspem ha costretto la Giunta Fumagalli a tagliare interventi delicati soprattutto nella messa a norma di strutture pubbliche

I prossimi consigli comunali si potrebbero svolgere a rotazione a casa di Scardeoni, Azzali, Binelli e Battipede. Di volta in volta si potrebbe poi invitare qualcuno dei consiglieri a seconda degli argomenti. Palazzo Estense ha di fatto perso due dei suoi uomini: Motta e Maroni sono infatti mesi che non vi mettono più piede.  A questo si aggiunge che le voci che si levano in Consiglio sono davvero sempre le stesse. 
La seduta di lunedì 26 non è stato affatto calda. E dire che gli argomenti non erano proprio dei più tranquilli. Si è discusso una corposa variazione di bilancio dopo che i soldi previsti dalla vendita di Aspem non arriveranno più. Se non si fossero levate le voci dell’opposizione con Scardeoni e Azzali, alle 22 si poteva già andare tutti a casa. I due consiglieri hanno condannato fermamente l’operato della Giunta sia per la questione della gestione della privatizzazione di Aspem che per la gestione politica amministrativa di questi anni.
«È dal 1998 che si va avanti con la propaganda. Grandi proclami e nessun fatto. La Giunta ha perso ogni autorevolezza. Adesso poi siamo davvero al limite. Il mancato introito di Aspem ha costretto a cancellare diversi interventi e tra questi i 7 miliardi per il sistema universitario, 20 miliardi per la messa a norma degli edifici comunali». Azzali ha messo il dito nella piaga e ha rincarato la dose accusando il Sindaco di aver oltre tutto speso circa un miliardo per la vicenda di Aspem che per ragioni solo politiche è finita come si sa.
Il Sindaco Fumagalli ha subito replicato dicendo che non c’è stato alcun ripensamento politico, ma che la possibilità di non procedere era già prevista nel bando di gara. «Abbiamo preso questa decisione faticosa per due motivi precisi: non c’era più concorrenza e c’è un probabile mutamento delle norme in materia». Fumagalli ha poi dato i numeri dei costi della procedura di privatizzazione.  Si parla di circa 700 milioni impegnati, ma ne verranno spesi meno. 
A difesa del primo cittadino e della Giunta è arrivato poi l’intervento di Binelli che ha ribadito che la sinistra fa solo demagogia perché le cose starebbero in ben altro modo. «Le norme europee vietano di fare gare in cui non c’è concorrenza. Inoltre la nostra posizione sui compiti del socio privato è chiara. Perché mai dovrebbe avere un posto di rilievo solo con il 40% delal proprietà. Questo nelle aziende private non succede». 
Voto scontato per la maggioranza. La variazione di bilancio è passata con 20 voti favorevoli, 8 contrari e 5 astenuti.

La serata si è poi chiusa con un voto, sempre favorevole da parte della maggioranza, sulla possibile entrata di privati nella compagine sociale di Avt. Su questo l’opposizione ha chiesto di approfondire le varie implicazioni anche perché l’argomento è molto delicato e pericoloso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2001
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