«Eliminare Togliatti non cancella la storia. E’ Meglio ricordare»

La sortita di An sull'eliminazione della piazza dedicata al leader comunista fa discutere. L'opinione di Marco Masci (Lista Buffoni)

Riceviamo e pubblichiamo

Sulla proposta di An volta a cambiare nome all’attuale Largo Togliatti di Gallarate, poche note connesse all’osservazione preliminare che la Storia è una somma di fatti interpretabili anche soggettivamente ed il giudizio su Togliatti in ciò necessariamente s’inquadra. Credo, però, che riguardo la specifica questione posta, ad oggi 22 novembre 2001, non sia fondamentale il giudizio positivo o negativo sul singolo, su Togliatti o su chi ha scritto o scrive la Storia: conta altro, conta altro di valore assoluto superiore, conta discuterne senza "sentirsi" di destra, di sinistra, di centro, del Nord o del Sud, in maggioranza o all’opposizione.. 

* Conta che Palmiro Togliatti fu, nel bene o nel male, uomo "determinante" per l’Italia nel senso che concorse a determinarne il destino. Personalmente, credo, con chiarezza e per sgombrare il campo da equivoci ideologici o d’altra natura, che, fortunatamente e grazie a Dio, non lo determinò fino in fondo ed in particolare nel senso comunista da lui voluto. 

* Conta che oggi a Gallarate non si tratta di dedicare una nuova via o una nuova piazza, ma si tratta di ragionare sul cambiamento di nome di un largo che è da tempo conosciuto come largo Togliatti: ciò significa che, in teoria, anche altre vie cittadine e quante?, se seguissimo fino in fondo il ragionamento di An, dovrebbero o potrebbero cambiare nome in virtù di un "giudizio storico" difficile, opinabile, necessariamente parziale e nel quale esiste sempre un velato indefinibile confine/limite tra il merito-Bene e il demerito-crimine-Male. Scoprire tale confine o individuare il soggetto o l’organo preposti a definirlo pare operazione non di poco momento e, forse, non sempre possibile. 
* Conta e conta davvero il fatto che chi risiede in detto largo in caso di cambiamento di nome avrebbe disagi e spese impreviste: comunicazioni, documenti e quant’altro. Qualcuno pragmaticamente dirà: cosa m’importa di Togliatti o Mussolini se è anni che abito qui ed oggi mi trovo a dover sborsare soldi. 

Più semplicemente sostengo che se la Storia è memoria, è necessariamente monito ed allora devono appartenere al novero degli utili ricordi anche il dolore, il male, il crimine, il negativo. In definitiva, se già vi fossero via Hitler o piazzale Stalin, il ragionamento sarebbe il medesimo: sarebbero vie o piazze, già esistenti, dedicate ad un "Male" da non dimenticare, da ricordare, perenne spettacolo ed ammonimento per tutti noi: tali vie o piazze, se si vuole, non sono da moltiplicare ma neppure da eliminare con un’isolato quanto poco costruttivo colpo di spugna toponomastico. 

Un’aforisma del polacco S. J. Lec invita, durante le rivoluzioni, a non asportare i piedistalli delle statue perchè serviranno per altre. Nel caso di specie pare inutile eliminare cognomi e cambiare targhe. Esiste, nella vita, nel diritto e nella Storia un’interpretazione non solo storica, ma anche evolutiva dell’essere e dei fatti: tale interpretazione ci permette di pensare, attribuire nuovi significati, nuovi contenuti a fatti storici. Arroccamenti ideologici di destra, difese comuniste, rivitazioni storiche dell’ex sindaco Luini non centrano il punto nodale di quanto in discussione o, meglio, non risultano in linea con il modo di ragionare sotteso. 

L’errore è pensare ideologicamente l’esistente e così misurarsi su tracce della storia quali le denominazioni delle vie: pensiamo, invece, all’eredità di contenuto, di memoria, di peso storico che certi fatti o persone hanno comportato ieri e comportano oggi, liberi, poi, noi di darne adeguato valore, congruo significato e consci del fatto che, qualche volta, mantenere la dedica di una via a chi anche non merita o a chi "si è macchiato di crimini in passato" come sostenuto dal consigliere Fabio Castano può risultare un punto fermo per la memoria comune nonché costituire futuro ammonimento soprattutto per i più giovani. 

Per concludere: se mi sono ammalato, non mi interessa eliminare la cartella clinica o cambiarne l’intestazione, anzi la conservo perchè anch’essa contribuirà ad evitare che domani possa contrarre altro medesimo o simile virus. Dedicherò poi, ed in futuro, a "situazioni positive", al Bene, ai "Martiri di Istria e della Dalmazia", a Paolo VI, a benemeriti cittadini (ed un amico, permettetemi, lo serbo anch’io nel cuore), altri spazi urbani della città, segno di rispetto e dovuta indelebile memoria.

Marco Masci 
Consigliere comunale 
Movimento Andrea Buffoni

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2001
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