Ernesto Redaelli: la passione per l’impegno sociale

Alla "Tipografica" si inaugura la mostra annuale del Circolo degli Artisti. Sarà consegnato il Premio 2001 nel ricordo dell'importante varesino

Sabato 24 novembre, ore 17: a "La Tipografica" Varese, in un locale in questi giorni dai cronisti definito capannone, ma per luminosità, ampiezza e dignità simile a un padiglione, si celebrano due importanti avvenimenti voluti dal Circolo degli Artisti di Varese: l’inaugurazione della loro mostra annuale e la consegna del Premio 2001 del Circolo nel ricordo di Ernesto Redaelli, che della "Tipografica" per circa mezzo secolo è stato guida intelligente e di Varese cittadino attento al progresso della comunità.

L’attribuzione del premio vuole giustamente evidenziare il grande apporto di Ernesto Redaelli in termini di promozione, sostegno e amicizia, al mondo dell’arte e tuttavia non è fuori luogo ricordare da parte nostra che la grande sensibilità dell’editore Redaelli ha potuto manifestarsi compiutamente grazie a una cultura dell’impresa che se è modernissima oggi è stata rivoluzionaria in passato. Una civiltà del lavoro che gli ha permesso di portare, nel pieno rispetto delle regole, la sua azienda ai vertici del settore.

Quanto sia importante l’amore per la democrazia per la crescita dell’uomo lo dice la storia della famiglia Redaelli: Giuseppe, padre di Ernesto e fondatore della "Tipografica", fu uno dei primi Popolari italiani – come tale sgraditissimo alla dittatura fascista che gli inflisse la misura del confino – ed ebbe uno stretto legame di amicizia con Achille Grandi, uno dei padri del sindacalismo " bianco", perseguitato dal fascismo. Grandi ebbe da Giuseppe Redaelli aiuto concreto: lavorò infatti per la sua azienda dove ebbe modo di frequentare il giovane Ernesto che anni dopo avrebbe così sottolineato la portata di quel rapporto:

" Grandi mi ha fatto vedere e capire il rovescio della medaglia, mi ha preparato ad affrontare nuovi problemi. Dobbiamo a lui se nell’ambito imprenditoriale abbiamo potuto fare discorsi di avanguardia in ordine ai rapporti con i dipendenti."

Ernesto Redaelli ha informato la sua azione di imprenditore a valori e criteri che ebbe modo di ricordare in una intervista:

"Con tutti il mio rapporto è intenso e umano, credo nella piena osservanza della legge, pago le tasse, cammino senza calpestare nessuno. E’ possibile che questa scelta di vita richieda impegni maggiori, però essa è un dovere sul piano sociale oltre che morale." Sono regole di vita che non gli hanno impedito di diventare uomo di censo, che gli hanno permesso anche lunghi anni di appassionata, generosa presenza nella nostra comunità come leader di istituzioni, come esemplare politico, come amico silenzioso, e perciò doppiamente meritevole, di chi era in difficoltà. Sono regole di vita sperimentate, degne di attenzione.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 novembre 2001
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