In duemila si interrogano sul futuro universitario

Hanno riscosso molto interesse fra i giovani studenti le giornate dedicate alla scelta della facoltà universitaria

Sono stati oltre 2000 gli studenti che hanno affollato i saloni delle Ville Ponti durante le tre giornate di orientamento "Scegliere la facoltà" organizzate da Formas, azienda speciale della Camera di Commercio, con la collaborazione della Provincia e del ministero della Pubblica istruzione. L’interrogativo di tutti era «Quale corso di laurea scegliere?».

Un aiuto ai giovani studenti degli ultimi due anni delle scuole superiore è giunto dagli interventi dei docenti degli atenei del nostro territorio: dalla Liuc di Castellanza all’Università dell’Insubria, fino alla Cattolica, il Politecnico, lo Iulm, l’Università di Milano-Bicocca e, ancora, l’Università di Pavia, di quella della Svizzera Italiana e la Scuola interpreti e traduttori.

Un appuntamento tanto più significativo perché si è svolto alla vigilia delle preiscrizioni, che oggi – è stato sottolineato durante il convegno – sono possibili tramite internet al sito www.universo.murst.it appositamente creato dal ministero. «La preiscrizione – ha spiegato Marco Praderio, cooordinatore di Formas – non solo mira ad aiutare il sistema universitario italiano a programmare in modo adeguato la propria attività, bensì vuole anche offrire agli studenti l’occasione di un approfondimento delle motivazioni che devono portar loro alla scelta di una facoltà piuttosto che di un altro».

Con l’anno accademico 2001/02, inoltre, ha preso il via la riforma con la suddivisione fra lauree triennali di primo livello e quelle biennali d’approfondimento e con l’introduzione dei crediti e dei debiti formativi. L’approfondimento è stato affidato, per ognuna delle tre giornate d’orientamento, a un professore universitario: il primo è stato Alberto Sdralevich, preside d’Economia all’Insubria, seguito da Carlo Noé, coordinatore della laurea in Ingegneria gestionale alla Liuc, e da Pasquale Gaela dell’Università Cattolica. Una riforma che, nella loro valutazione, da una parte dovrebbe adeguare il nostro sistema a quello degli altri Paesi europei e dall’altra superare la poca "produttività" dell’Università italiana che attualmente laurea meno del 50% degli iscritti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 novembre 2001
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