La ex polveriera diventa proprietà del comune

Il comune punta all'investimento e con un miliardo e seicento milioni acquista un'area dismessa della Montedison

Con un miliardo e seicento milioni il comune di Taino ha acquistato l’area della ex polveriera dalla società "Come", il gruppo immobiliare che gestisce il patrimonio della Montedison. L’ex fabbrica di esplosivi che da ormai decenni aveva dismesso la sua attività rientra ora nel patrimonio comunale, con una delle operazioni più sostanziose che un’amministrazione di questo piccolo comune (3065 abitanti) abbia mai portato avanti. È facile infatti ipotizzare che un tale importo rappresenti almeno un quinto del bilancio comunale di Taino. Ma l’occasione, come spiegano gli amministratori tainesi era troppo appetibile. A questo risultato sono infatti arrivati esercitando un diritto di opzione per l’acquisto di un’area di circa 611mila metri quadrati in località Campaccio a cui si aggiunge l’edificio della ex scuola media, già utilizzata in comodato dal comune. E "di impegno importante" parla anche il vicesindaco e assessore all’urbanistica Carlo Castiglioni. Un impegno che il comune assolverà con l’attivazione di un mutuo ventennale. 

Ma cosa vuol fare il comune della ex polveriera? Comprare, valorizzare e vendere. Questa potrebbe essere una delle possibilità dell’area. «Più di un costo, l’ex polveriera rappresenta un investimento, che ha un valore di cui il comune disporrà in futuro – spiega il vicesindaco – le destinazioni d’uso previste nel piano regolatore sono diverse: strutture sportive, ricettive e alberghiere, villaggio turistico, si cercherà di sviluppare e ragionare su queste destinazioni con il contributo costruttivo delle minoranze, come indicato in un atto di indirizzo votato all’unanimità». Sono possibilità previste dal piano regolatore che possono permettere di valorizzare, quando non rilanciare il ruolo turistico del Basso Verbano. Si torna all’iniziale comprare, valorizzare e vendere: un ruolo un po’ insolito per una piccola amministrazione pubblica. «Certo si tratta per noi di un ruolo diverso e particolare, ma di fronte a condizioni così favorevoli abbiamo scelto di acquistare un’area che fra l’altro ha una forte valenza sociale e affettiva per questo comune, molti vi hanno lavorato e molti tainesi vi sono anche morti».

L’ex polveriera fabbricava esplosivi. La presenza di residui come piombo e mercurio non rappresenta un fattore di novità. Uno dei primi interventi sull’area sarà una bonifica. Le verifiche sono state compiute dall’immobiliare "Come", ci sono situazioni da sanare e le spese in questo caso saranno a carico della società. Fra i primi interventi che invece intende attuare l’amministrazione ci sono le "bonifiche" dai famosi gruppi che utilizzano indebitamente l’area per svolgervi durante i fine settimane i loro giochi di ruolo. E poi si costruirà il lungo percorso per dare un futuro all’ex fabbrica. «I primi risultati si potranno vedere fra decenni – dice ancora Castiglioni – basti pensare che questa operazione è durata un anno e un mese». Un anno in cui è stata costituita una commissione territorio e votato un atto di indirizzo, che aveva visto convergere maggioranza e minoranza su un documento che chiedeva all’amministrazione di costruire il futuro dell’area rispettando alcuni punti fondamentali. Fra questi la trasparenza e l’informazione dei tainesi. I cittadini infatti hanno appreso dopo un anno di trattativa dell’acquisto dell’area con una lettera  inviata nelle loro case. In futuro parteciperanno alle decisioni importanti da assumere.

Su questa decisione in consiglio comunale c’è stata l’astensione del gruppo di minoranza dei Ds. Un solo voto contrario è stato quello dell’ex consigliere di maggioranza Alberto Cattaneo, portavoce degli interessi di un gruppo imprenditoriale che rivendica a sé il ruolo ricoperto in questa operazione dal comune. In modo molto originale lo stesso consigliere ha espresso le sue perplessità in una piccola telenovela a fumetto esposta in una bacheca pubblica/privata del piccolo centro. Forse non convinto delle ragioni dell’amministrazione, la terza puntata della telenovela termina con un "Qui gatta ci cova…". Affiderà invece le sue perplessità al giornalino "Rosso Verbano" il circolo locale di Rifondazione Comunista. Secondo il Prc di Taino il comune non sta facendo bene i conti e questo non sarà per nulla un affare: fra i costi sono da annoverare anche quelli dello smaltimento da eternit e gli interventi da operare come le fognature. Costi che secondo il Prc non sono stati bene stimati dall’amministrazione e inappropriati per un piccolo comune.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2001
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