La Liuc compie dieci anni. E si prende un trenta e lode

Celebrato il decennale d'attività accademica dell'Ateno. Gli allievi oggi sono 2700

Dieci anni d’impegno al servizio della formazione e dello sviluppo della cultura imprenditoriale. La cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico 2001/2002 – che si è svolta lunedì 26 novembre nell’aula magna dell’Università Cattaneo – è stata l’occasione per celebrare il primo decennale d’attività accademica dell’Ateneo nato per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.

Dal 20 novembre 1991, quando l’Università fu inaugurata alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, molti sono stati i passi in avanti. A iniziare dall’offerta formativa: al primo corso di laurea in Economia Aziendale si sono via via aggiunti quello in Ingegneria Gestionale (1999) (preceduto dal 1994 da un Corso di Diploma universitario in Ingegneria Logistica e della Produzione) e quello in Giurisprudenza (1998).

«L’idea di fondo – ha detto nel suo intervento introduttivo Paolo Lamberti, Presidente dell’Università Cattaneo – è stata quella di dar vita, in questo territorio così densamente popolato di attività economiche, ad un centro studi superiori che elaborasse e trasmettesse cultura d’impresa e, con ciò, favorisse la crescita organizzativa delle aziende, chiamate ormai da diversi anni a misurarsi nel contesto sempre più competitivo e difficile della globalizzazione del mercato».

Dieci anni costituiscono solo una prima tappa di un cammino ricco di prospettive future. «Tanto più che celebrare quest’anno, dopo l’11 settembre, l’inizio delle attività accademiche – ha continuato Paolo Lamberti – assume, per noi e per tutte le altre Università nel mondo, un significato molto particolare. Celebriamo e riaffermiamo la libertà di pensiero, il rispetto delle convinzioni altrui, il prevalere della cultura sul dogmatismo.

In quest’ottica la nostra Università ha fin dall’inizio impostato una fitta rete di relazioni internazionali e di collaborazioni stabili, sulla base dei programmi di mobilità tra allievi e docenti, con altri 65 Atenei, in 25 Paesi. Vogliamo continuare con grande decisione su questa strada nella convinzione non solo di offrire opportunità di arricchimento professionale ai nostri studenti e ai nostri docenti, ma anche di contribuire al miglioramento delle relazioni con altri popoli, con altre culture».

Proseguendo nel suo intervento, il Presidente ha evidenziato i risultati conseguiti dalla "Cattaneo" nei primi dieci anni d’attività: la popolazione studentesca è passata da 300 a 2.700 allievi; i laureati sono ormai circa 1.600 e oltre 150 sono i diplomati in Ingegneria Logistica e della Produzione. La biblioteca nel 1991 aveva 1.700 volumi e 500 testate di periodici; oggi i volumi sono circa 45.000 e i periodici 1.700, oltre a 30 banche dati on-line, alcune delle quali consentono la consultazione di circa 160.000 bilanci aziendali.

Nell’anno accademico 1993/94 iniziavano gli scambi di studenti con Università straniere: dai 4 iniziali si è giunti a 556 allievi attualmente in "uscita" e ai 341 in "entrata". Il 25% degli allievi ha nel proprio curriculum un periodico di studi all’estero e l’Università Cattaneo si è guadagnata la prima posizione, per il grado di apertura internazionale, nella graduatoria delle Università italiane stilata dal quotidiano "Il Sole 24Ore".

Gli stage nelle imprese sono passati dai 365 dell’anno accademico 1997/98 ai 550 dell’anno in corso. Le borse di studio, dai 210 milioni di lire del 1991/92 a 1 miliardo e 336 milioni dell’anno accademico 2000/2001.

I laureati in Economia Aziendale impiegano mediamente 29 giorni per trovare un’occupazione. I diplomati in Ingegneria, da sempre, iniziano a lavorare il giorno dopo aver terminato gli studi.

La Residenza universitaria inaugurata nel luglio 1999 – che dispone di 252 camere per 468 posti letto, di cui 15 suite ad uso di foresteria – ha consentito, poi, di incrementare significativamente il numero delle matricole provenienti da regioni diverse dalla Lombardia, che sono giunte quest’anno a sfiorare il 30%.

«La Cattaneo rappresenta oggi un esempio di Università residenziale – ha affermato il Rettore Gianfranco Rebora – imperniata sulla frequenza e partecipazione attiva degli studenti, ma aperta alle relazioni internazionali. E’ un’Università che offre formazione superiore di base e specialistica nelle aree tematiche che interessano il mondo dell’impresa, delle professioni, del settore pubblico. E’ anche un’Università che fa ricerca, che ne diffonde i risultati, che è attiva nei corsi Master e nella formazione post-universitaria, che offre servizi didattici e di ricerca applicati attraverso centri e strutture appositamente dedicati a queste funzioni».

I corsi di laurea hanno assunto la nuova configurazione introdotta dalla recente riforma dei cicli di studio (3 anni di laurea, più 2 anni di laurea specialistica, oltre ai Master). La riforma ha offerto l’occasione di rivisitare criticamente l’impianto didattico nonostante fosse relativamente giovane, molto più giovane di quello presente nel sistema universitario italiano in generale. In proposito, è stata fatta una scelta che va in controtendenza rispetto a quella di molte altre Università: quella di evitare di far proliferare i corsi di laurea. Anziché quindi inventare corsi dal destino improbabile, sia per numero d’iscrizioni, sia per sbocchi professionali, la "Cattaneo" ha preferito privilegiare, soprattutto per le lauree triennali, una preparazione di più largo spettro da indirizzare semmai in modo più specifico al successivo biennio.

La prolusione della cerimonia inaugurale è stata tenuta dal Professor Luciano Cafagna, già ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Pisa. La sua riflessione è stata tutta incentrata sulla figura di Carlo Cattaneo, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita e al quale l’Università di Castellanza è intitolata.

E si tratta di un’intitolazione di grande pertinenza. «Carlo Cattaneo – ha ricordato il Professor Cafagna – fu un lucidissimo pungolatore. Fu attento a tutto quello che poteva emergere di nuovo nelle produzioni e nelle tecniche, si prodigò perché si insegnasse e si apprendesse».

A Carlo Cattaneo l’Università ha dedicato un volume curato dallo stesso professor Cafagna insieme al Professore Nicola Crepax, docente di Storia Economica a Castellanza, che sotto il titolo "Atti d’intelligenza e sviluppo economico" raccoglie una serie di saggi sul suo pensiero economico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2001
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