«Lavoratori e società civile uniti per difendere l’occupazione»

Un successo l'assemblea di RedAzione per discutere del caso Multipla. Presenti in sala anche il sindaco e il segretario provinciale della FILTEA CGIL

Stipendi cronicamente in ritardo, trattamenti di fine rapporto che non arrivano e difficoltà di relazioni tra la proprietà e il sindacato. Una situazione tesa, a tal punto da organizzare uno sciopero il mese scorso proprio per sollecitare il versamento regolare dei salari.

Sono questi i mali di cui soffre la Multipla, storica fabbrica di tessuti di Germignaga, che nel giro di qualche anno ha visto passare le centinaia di lavoratori impiegati ai telai a poco più di cento, con problemi che si sommano alla sempre più allarmante situazione occupazionale del Luinese.
Per questi motivi RedAzione ha organizzato nella serata di ieri un incontro che ha visto intervenire diversi occupati dello stabilimento, tra operai e impiegati, alcune forze politiche, il sindacato e l’amministrazione comunale. Proprio da parte di quest’ultima, nelle parole del sindaco Giorgio Garagnani, è arrivato un impegno a far rispettare la convenzione che presupporrebbe la conversione degli stabili ora impiegati nella produzione a moduli abitativi, «ma solo a condizione che questo non pregiudichi i posti di lavoro attuali», ha affermato il primo cittadino. Prima ancora, la promessa a sostenere la lotta per i diritti dei lavoratori è stata espressa da Antonio Ciraci, segretario Provinciale della FILTEA-CGIL, anch’esso intervenuto spiegando la situazione alla Multipla.
«Speravamo che il cambio di vertici avvenuto nella primavera scorsa dalla proprietà Svizzera, la Stheli – ha spiegato Ciraci – all’imprenditore italiano Canavesio, avesse risolto i problemi finanziari in cui versava lo stabilimento. In realtà la situazione è precipitata, sfociando nei ritardi, anche di 20-25 giorni, negli stipendi, che hanno portato allo sciopero». Questi dati sono stati confermati dai diversi operai presenti, anche se della nuova proprietà, invitata dal gruppo RedAzione ad intervenire, non si è avuta alcuna notizia.

«In aggiunta a questa situazione – ha continuato il sindacalista – abbiamo preso atto di alcuni particolari preoccupanti: assenza di un piano industriale credibile, insufficiente saturazione dei telai, impiegati al 30-40% delle possibilità, e deterioramento dei rapporti sindacali, che almeno con la precedente proprietà erano fattivi».
Difficile tuttavia trovare una soluzione immediata al problema dell’occupazione: «se non ci sono i soldi tutti a casa», dicevano alcuni, «i lavoratori debbono difendere il posto di lavoro con forza» hanno detto altri. In effetti i 4 giorni di sciopero hanno comunque risolto la situazione, dato che gli stipendi di ottobre sono stati pagati. Giovedì prossimo, come ha concluso Ciraci, «verrà firmato un accordo sulle liquidazioni, che molti stanno ancora aspettando dopo settimane».

Dalla serata è emerso un forte interesse alla questione che si spingerà nei prossimi giorni al di là delle 50 persone presenti all’assemblea. «Il nostro obiettivo – ha affermato Fabio Cavallari di RedAzione – è quello di non lasciare isolato il mondo del lavoro ma di farlo interagire con la società civile». Tra i propositi, accettati dal sindaco, sindacati e dall’altra forza politica presente in sala – i Diesse – è emersa la necessità di riproporre a breve una riunione per fare il punto della situazione e portare la vicenda in consiglio comunale, possibilmente "aperto". Aperto, si spera, anche alla proprietà, che potrà così intervenire in una sede istituzionale per rispondere alle richieste di chi vede un futuro non molto limpido per il proprio posto di lavoro.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 novembre 2001
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