Lazzari: «non solo l’ho raccontata giusta, ma vi dirò di più…»

Controreplica di Costantino Lazzari a Fabio Binelli: "se non è bastato posso essere più dettagliato..."

L’ex assessore al Bilancio del Comune di Varese ha inviato una email a Varesenews, in risposta alla presa di poszione del capogruppo leghista Fabio Binelli. Di seguito ne pubblichiamo integralmente il testo. La questione, come si potrà capire leggendo le riflessioni di Lazzari, è tutt’altro che una polemica personale, ma tocca in modo nodale alcuni aspetti dell’amministrazione della città.

Fabio Binelli ha scritto per ripristinare la sua verità su quanto è accaduto. Secondo lui io non la avrei raccontata giusta sulle mie dimissioni da assessore al bilancio, al patrimonio, ai tributi e alle partecipazioni comunali, perché esse in realtà sarebbero state determinate dalla delusione di non essere riuscito a fare nominare amministratore delegato di Varese Risorse il mio personale amico Luciano Levati. Ma va là!…  L’ho raccontata giusta toccando i punti essenziali, ma posso essere più dettagliato, non tanto per trascinare in lungo una polemica, ma perché penso che possa interessare e istruire i lettori su come vanno certe cose.

Per la nomina dell’amministratore delegato di Varese Risorse è richiesta dallo statuto una maggioranza di 4 consiglieri su 5, quindi ci vuole l’accordo del socio privato che è rappresentato in Consiglio da due amministratori. Era poi urgente che Varese Risorse esprimesse una strategia operativa e questo, su mia iniziativa, era stato richiesto all’unanimità dalla assemblea dei soci tenuta il 30/06/2000. Il C.d.A. avrebbe dovuto provvedervi entro fine ottobre 2000. Questo, alla data delle mie dimissioni il 12 novembre 2001, non era ancora avvenuto, ciò che la dice lunga sulla efficienza del precedente e dell’attuale C.d.A. e soprattutto dei loro presidenti che hanno il compito e la responsabilità di convocare e di impegnare il consiglio su problematiche strategiche e gestionali.

Torniamo all’A.D.. Mi ero attivato per concordare con il socio privato una nomina, e la logica nell’interesse della società portava ad individuare per il ruolo l’ing. Luciano Levati. Questo accordo l’ho comunicato al C.d.A. di Varese Risorse riunito a tal fine, ed il presidente Fidanza ha inopinatamente dichiarato che v’erano perplessità circa l’attribuzione dell’incarico a consigliere espresso dal socio privato, e ha posto la sua personale candidatura alla carica, precisando anche che per una diversa votazione avrebbe desiderato semmai ricevere indicazioni più formali e per iscritto. Ho allora scritto la lettera del 20 luglio 2001 citata da Binelli, lettera motivata (è sempre bene che siano motivati i criteri determinanti di ogni scelta) e corrispondente ad un indirizzo di cui avevo informato la Giunta che si era dichiarata d’accordo. Da allora è cominciata una schermaglia nei miei confronti culminata con l’invito a rivolgermi all’onorevole Giorgetti segretario provinciale della Lega per avere semmai la sua approvazione alle mie proposte(?!).

Infine, ritenendo scorretto recepire supinamente in un argomento attinente al mio assessorato le eventuali indicazioni espresse da organi non istituzionalmente competenti, ho sottoposto alla Giunta (competente in materia) la enunciazione di alcuni criteri operativi riguardanti le società a partecipazione congiunta pubblica e privata. Una volta stabiliti questi principi il Consiglio di Amministrazione della società avrebbe dovuto scegliere, ovviamente motivando la sua scelta o la sua impossibilità di deliberare se non si fosse raggiunto un accordo. Bisogna proprio richiamare i principi su cui avevo chiesto alla Giunta di esprimersi, poiché essi configurano l’atto culminante di una scaramuccia in corso da mesi. Ecco il testo da me proposto; non vi si fanno nomi ma si enunciano solo principi, proprio per svincolarsi da ogni personalismo. "

"La Giunta, udita la relazione dell’Assessore alle Partecipazioni Comunali Costantino Lazzari, dichiara il suo accordo sui seguenti principi ispiratori della partecipazione in imprese da parte del Comune di Varese: 1) Scopo delle società è di consolidare e sviluppare l’impresa aumentandone il valore, sempre operando nel rispetto delle disposizioni dello statuto sociale, degli accordi contrattuali presi, delle norme vigenti. 2) L’organo amministrativo deve ispirare la propria azione all’interesse della società e questo principio deve anche servire quale riferimento nella dialettica fra soci. 3) L’Amministratore Delegato ha l’incarico e i poteri da parte del Consiglio di Amministrazione di realizzare i progetti discussi e deliberati dal Consiglio, progetti e correlate strategie che saranno stati sottoposti e illustrati ai soci e da questi approvati. Il Consiglio, nella individuazione dell’Amministratore Delegato, ricercherà e sceglierà la persona più qualificata per tale incarico."" La Giunta non ha potuto, o voluto, o saputo deliberare. Mi è stato detto che tale delibera avrebbe sollevato un caos politico! E invece avrebbe consentito, o imposto, al C.d.A. di prendere una delibera responsabile e consapevole. Ma certo avrebbe agito nel senso di limitare la discrezionalità o irresponsabilità di scelte ispirate dai "politici". Alcune affermazioni di Binelli manifestano una certa confusione di concetti. Quando mai la nomina di un A.D. espresso da un gruppo di azionisti privati significa "una privatizzazione di fatto, senza neppure i vantaggi economici per la Pubblica amministrazione, una vera a propria regalia"? La privatizzazione era ed è già esistente, non solo di fatto ma anche di diritto. Il privato possiede il 40% delle azioni. Lo statuto sociale lo tutela richiedendo il suo accordo per ogni deliberazione di assemblea straordinaria e per la nomina dell’amministratore delegato. La funzione dell’A.D., come illustrata al punto 3) sopra, non configura un trasferimento di tutti i poteri operativi ad un socio o all’altro. L’operato dell’A.D. è sempre soggetto a costante rendiconto al C.d.A. dove il Comune, titolare direttamente o indirettamente del 60% delle azioni, ha designato 3 amministratori su 5 ed ha quindi assoluta maggioranza per deliberare le strategie societarie, sempre tuttavia nell’interesse della società. In queste condizioni la scelta quale A.D. di persona competente e capace è una opportunità vantaggiosa e doverosa per tutti i soci, senza controindicazioni. Di quale regalia può mai trattarsi? Con quali contropartite? Inoltre la domanda che si pone Binelli "se le competenze tecniche necessarie non potessero essere ricercate negli altri consiglieri di amministrazione di nomina comunale oppure nell’altrettanto qualificata struttura del socio di maggioranza Aspem" è retorica e prescinde da ogni realtà di fatto. Stiamo parlando di un A.D. da scegliersi tra 5 consiglieri di amministrazione. Non abbiamo che da esaminare i personaggi in questione e i relativi curricula. Per quanto concerne poi l’accenno alla Tangentopoli varesina, mi risulta che il rappresentante del socio privato di Varese Risorse è stato assolto in quanto considerato vittima di concussione, e che Luciano Levati non è mai stato chiamato in tribunale, nemmeno come testimone. Penso in conclusione che i principi enunciati in quei tre punti che avevo proposto alla Giunta, dovrebbero essere materia di discussione politica anche in Consiglio Comunale. Secondo me è con riferimento ad essi che la Lega deve dimostrare quanto tramite Binelli rivendica: il preteso suo assoluto rispetto per il ruolo dell’ente pubblico nelle aziende partecipate. E’ riferendosi ad essi che si può contrastare la tentazione di gestioni personalistiche della cosa pubblica.

Costantino Lazzari

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 novembre 2001
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