Le Acli varesine riscaldano una scuola materna bosniaca

Un progetto di solidarietà internazionale coinvolge il nostro territorio

Servono 40 milioni, subito. Con questo obiettivo Acli provinciali e Ipsia (Istituto pace sviluppo innovazione acli), la ong del movimento, stanno conducendo una campagna per acquistare la caldaia di una scuola materna a Maglaj, cittadina bosniaca a 130 chilometri nord di Sarajevo. L’installazione di un impianto di riscaldamento adeguato permetterebbe di sfruttare al meglio la scuola, in questo momento sottoutilizzata proprio a  causa del freddo. 

Le condizioni in cui si svolgono le attività non sono certo le migliori possibili: i 30 bambini attualmente ospitati (ma potrebbero essere almeno un centinaio di più) passano la giornata in una sola stanza affollata e riscaldata con stufa a legna.

Il progetto dei volontari varesini è semplice e concreto: lo stabile, risparmiato dai bombardamenti, permette l’avvio delle attività senza spese eccessive; inoltre la richiesta di aggregazione educativa è reale e l’iscrizione di oltre 130 bambini all’anno scolastico 2001/2002 lo testimonia. 

A queste fondamenta pratiche va aggiunto il significato simbolico di una scuola materna come luogo di aggregazione e formazione in una società spaccata al suo interno dalla guerra civile dei anni Novanta. 

Dopo un primo incontro tra sei volontari varesini e il sindaco di Maglaj  Mehmed Bradatic nel novembre 2000, si è giunti alla decisione di Ipsia e Acli di acquistare la caldaia, stabilendo nello scorso settembre l’inizio della campagna di raccolta fondi. E’ di circa 10 milioni la cifra fino ad oggi ottenuta. 

come contribuire:

c/c postale 30657217
intestato a: Ipsia Istituto pace sviluppo innovazione Acli
via Speri della Chiesa 7/9, 21100 Varese 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 novembre 2001
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