Le osservazioni di Legambiente al piano socio economico

Per discutere del documento un'assemblea pubblica in programma per giovedì 29 novembre alla sede dell'Ente Montano di Arcisate

Riceviamo e pubblichiamo

La Legambiente Valcceresio ha presentato le osservazioni al piano Pluriennale di Sviluppo Socio Economico (PPSSE) della Comunità Montana della Valceresio. Tali osservazioni sono state sottoscritte anche dal Partito dei Democratico di Sinistra, dal partito dei Comunisti Italiani, dal Partito di Rifondazione Comunista, dal Sindacato CISL e da alcuni consiglieri comunali della Comunità Montana tra i quali due ex sindaci.
Un documento uguale è stato presentato anche da Italia Nostra e Amici della Terra.

Il PPSSE contiene indubbiamente degli elementi positivi, ma nel complesso siamo di fronte al solito tentativo di costruire, costruire, costruire. L’aspetto urbanistico, al quale il piano sembra attribuire poca attenzione e importanza, è il principale, sia per i miliardi che esso muove, sia per l’impatto che esso minaccia di avere sul territorio.
Il PPSSE dà per scontato che il vigente Piano Urbanistico della Comunità Montana del 1998 (PUCM) che esso si propone di sostituire risulti superato, senza dire il perché; dispone che il territorio già urbanizzato sia di competenza dei comuni e dei loro piani regolatori e quello non urbanizzato sia di competenza della Comunità Montana; impone ai comuni, che non sono stati informati nè interpellati, ad adeguare i loro aumenti urbanistici entro due anni. Il problema delicato (dal punto di vista lucrativo e ambientale) è dunque quello di definire che cosa è urbanizzato e cosa no, cioè di perimetrare il territorio di competenza pianificatoria comunale. Il PPSSE lo fa allargando le zone "urbanizzate".
Inoltre questa perimetrazione, già generosa, potrà essere ampliata di 50 metri dai comuni; ciò è motivato con il passaggio a maggior scala. Storicamente alcuni comuni, e segnatamente il comune di Arcisate, interpretano questa norma nel senso più estensivo.
In questo modo, senza averne l’aria, si pianifica il territorio, senza nessuna spiegazione dei metodi urbanistico-scientifici adottati, degli stardands utilizzati, delle scelte, dei dati esaminati e delle modalità seguite.
La conseguenze sono paradossali. Il caso Viggiù è esemplificativo: il suo piano regolatore è nuovo di zecca, anzi è in fase di approvazione e già la Comunità Montana pretende una variazione del suo perimetro d’ambito di pianificazione urbanistica di esclusiva competenza esclusiva del comune. Tutti ciò, oltre che inopportuno, è illegale. In base a quanto stabilito dalla legge 142/90. Le Comunità Montane conservano la funzione di adottare piani socio-economici, ma perdono quella di poter fare piani urbanistici. Sono le provincie gli enti preposti alla pianificazione territoriale.
L’adozione del nuovo piano Urbanistico della Comunità Montana, così come è stata fatta, è irregolare e comunque il piano vigente può essere modificato solo dalla provincia nell’ambito del piano territoriale di coordinamento provinciale. Sarebbe opportuno chiedere l’intervento degli enti e organi di controllo per l’annullamento del PPSSE.
Chiediamo di conservare le perimetrazioni previste dal PUCM vigente, di togliere la norma dei 50 metri, di adottare il piano come piano socio economico e non come piano urbanistico.
Se queste richieste fossero accolte cesserebbero le ragioni di richiesta di annullamento del nuovo PPSE.

Per la Legambiente Valceresio Silvio Riva

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2001
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