Meneghetti: “Siamo a un punto molto basso del confronto politico”

Il sindaco Gilli ha citato in giudizio il capogruppo diessino Marco Pozzi. Il segretario del partito commenta la situazione

riceviamo e pubblichiamo

E’ indispensabile premettere a qualsiasi considerazione la cronaca dello svolgimento dei fatti. In un intervista al periodico La Settimana il Capo Gruppo dei Democratici di Sinistra Marco Pozzi accusa il Sindaco di eccessivo presenzialismo verbale durante le sedute del Consiglio Comunale sottolineando come "i suoi interventi sono delle vere e proprie requisitorie" ed aggiungendo: "La cosa che più urta è che lui è lì in veste di primo cittadino e deve tener conto del suo ruolo, senza fare l’azzeccagarbugli".

A quest’affermazione il Sindaco avrebbe potuto rispondere in molti modi: in Consiglio Comunale, sulla stampa, in via personale, con un silenzio che, probabilmente avrebbe smorzato qualsiasi polemica. Egli ha invece voluto rispondere per le vie giudiziarie, citando, davanti al tribunale, Marco Pozzi per danni che gli sarebbero derivati dalla calunnia a mezzo stampa perpetrata dal nostro Capo Gruppo.

La mia prima valutazione è stata che al Sindaco Gilli fosse saltata la mosca al naso, che avesse avuto una reazione assolutamente sproporzionata rispetto a quanto detto su di lui. Credo appaia chiaro a tutti che se un discredito può derivare al Sindaco Gilli dall’affermazione di Marco Pozzi è un discredito sul piano politico, relativo al suo modo di interpretare il ruolo di Sindaco. E ad un tentativo di discredito politico si risponde politicamente.

E proprio questa riflessione più attenta mi ha fatto cambiare idea. Il Sindaco Gilli è un avvocato, abituato, per mestiere, a disegnare ed inseguire una strategia nei suoi comportamenti professionali, a prevedere gli affetti delle sue azioni sugli avversari valutandone le possibili reazioni. La reazione è stata quindi valutata, pesata, meditata, voluta nella forma e nell’effetto che dovrebbe produrre. La reazione mira ad un preciso obiettivo: far entrare il fruscio degli atti legali, con prepotenza, nel dibattito politico per stabilire i confini entro i quali si vuole che l’opposizione rimanga.

Siamo ad uno dei punti più bassi del confronto politico all’interno della nostra Città e siamo fortemente preoccupati. Preoccupati non certamente per le conseguenze che potranno scaturire dall’azione legale: siamo in questo fiduciosi che il giudice saprà distinguere la totale insussistenza delle basi sulle quali si è ricorsi a lui. 

Siamo preoccupati per lo steccato che si cerca di creare nel dibattito politico, per il tentativo che si porta avanti di limitare, sino a tentare di annullarlo, il ruolo dell’opposizione. E siamo ancor più preoccupati per il fatto che questo tentativo viene compiuto da una figura istituzionale quale il Sindaco nei confronti di una figura a sua volta istituzionale quale il Capo Gruppo di un partito dell’opposizione.

Il ruolo super partes del Sindaco viene abbattuto con un tratto di penna, con una firma con la quale il Sindaco Gilli autorizza un avvocato ad agire per proprio conto contro un Consigliere Comunale. Ritengo che non solo il nostro Partito dovrebbe essere preoccupato, ma l’intero Consiglio Comunale, senza distinzione tra maggioranza ed opposizione, ricevendo una pesante ferita al proprio interno e da un proprio membro. 

Francesco Meneghetti 
Segretario Democratici di Sinistra Saronno

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 novembre 2001
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