Monte San Giorgio giacimento di fossili, nasce l’asse Italia-Svizzera

Il 9 novembre incontro per valutare i contenuti di 31 progetti

Il Monte San Giorgio è un vero giacimento di fossili e quindi va protetto e tutelato. Per questo svizzeri e italiani hanno unito le forze e insieme stanno studiando una serie di progetti da presentare alla Regione Lombardia che ha accantonato 50 miliardi, lira più lira meno, da destinare a queste aree. La realizzazione dei progetti, va detto subito, non sarà né facile né immediata: basti pensare che coinvolti nell’ambiziosa iniziativa non ci sono solo i Comuni italiani ma anche quelli svizzeri e che i progetti fino ad oggi presentati sono una trentina e riguardano la valorizzazione del patrimonio naturalistico e geologico del San Giorgio.    
I rappresentanti dei due Paesi vicini di casa si sono trovati intorno a un tavolo a ottobre a Viggiù e hanno fissato le linee generali: «Non è stato facile, almeno all’inizio – spiega il sindaco di Besano Arnaldo Colombo – Intanto è stato necessario superare la diffidenza che nasceva da vecchi rancori. Ma noi abbiamo messo subito in chiaro una cosa: vogliamo lavorare con loro e non da soli per portare a casa i risultati migliori; per fare un esempio, se noi presentiamo uno studio per la realizzazione di sentieri sul Monte San Giorgio, quei sentieri devono iniziare in territorio italiano e proseguire in Svizzera. Il Ticino ha qualche problema in più in termini economici ma hanno tutta l’intenzione di superarli, noi stiamo facendo pressione sui loro politici».
Gli enti sostenitori del progetto Interreg III per il san Giorgio sono molti e affiancano i numerosi sindaci. Coordinatori delle diverse iniziative sono Markus Felber (per la Svizzera) e Giorgio Marchi (per l’Italia). Domani, 7 novembre, i rappresentanti svizzeri si troveranno a Besazio, Comune del canton Ticino, mentre tutti si incontreranno ad Arcisate il 9 novembre. Si tratterà di valutare i contenuti anche economici dei singoli progetti. Entro dicembre verrà poi presentata la domanda per ottenere gli aiuti tramite l’Unione Europea. Per quanto riguarda il Ticino, invece, le richieste devono essere inoltrate al Dipartimento delle finanze e dell’economia a Bellinzona. Se tutto andrà come tutti auspicano il passo più grande è stato fatto. Il valore unico del patrimonio del Monte San Giorgio è riconosciuto da tempo, lo conferma la richiesta, fatta propria dalla Confederazione e rivolta all’Unesco, di inserire questo comprensorio tra quelli che meritano attenzione e protezione a livello mondiale. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2001
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