Nascere al tempo della ruota si apre la mostra storica

Nella chiesa di San Francesco si inaugura la mostra ricavata dall'archivio storico provinciale

Sarà inaugurata venerdì 9 novembre, alle 11.15 nella ex chiesa di San Francesco a Como, in Largo Spallino 1, "Esposti. Nascere al tempo della ruota", la mostra di documenti dell’Archivio storico provinciale promossa dall’Assessorato per la Cultura dell’Amministrazione Provinciale di Como in collaborazione con l’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e l’Archivio di Stato di Como.

La mostra documenta, attraverso le carte venute alla luce in seguito all’attività di riordino e di inventariazione del Fondo Esposti dell’Archivio Storico Provinciale, un aspetto della storia locale che rivela molto riguardo alla vita familiare e sociale comasca del passato e alle problematiche economiche, sociali e morali del tempo. Gli esposti erano infatti i bambini abbandonati, lasciati in anonimato alla ruota di ospedali e di pie istituzioni, con o senza qualche segno di riconoscimento, da singole madri o coppie di genitori che in seguito a unioni illegittime, irregolari, contrastate o libertine, oppure anche a unioni legittime ma magari troppo frequenti, per problemi di ordine economico o morale non potevano o non volevano prendersi cura del figlio.

I documenti inediti e gli oggetti presentati nella mostra sono tratti dai fascicoli relativi a fanciulli trovati nel territorio dell’antica provincia e diocesi di Como (attuali province di Como, Sondrio, Lecco, Varese e Canton Ticino) e appartengono al fondo archivistico del Luogo Pio degli Esposti, l’istituzione che, dal 1468 fino al 1872, svolse funzioni caritative di accoglienza dei bambini abbandonati, nell’ambito dell’attività dell’Ospedale Sant’Anna di Como. Il materiale in esposizione si riferisce a oltre settanta bambini, accolti negli anni dal 1841 al 1872: ognuno una piccola storia, fatta di silenzi, dolore e pianti.

Gli "Atti d’ingresso" al Luogo Pio erano costituiti da fascicoli individuali, che riportavano, per ogni bimbo, il nome, il numero progressivo per anno e la data d’entrata. Materialmente l’atto di ingresso consisteva nella redazione di un libretto personale e nella consegna di una medaglia di piombo che veniva legata al collo dell’esposto con un nastro di seta. Erano queste le misure necessarie per garantire l’identità di ogni bambino, insieme con l’eventuale "segnale" di riconoscimento che, a volte, il genitore lasciava nel misero corredo dell’infante: la metà di un’immagine, una medaglietta o un piccolo crocifisso, una carta da gioco, un foglio con il nome dell’esposto, ma anche un pettine, un pizzo, un ritaglio di giornale o di pentagramma.

La mostra è aperta tutti i giorni, fino al 9 dicembre, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Lunedì chiuso. I gruppi, anche scolastici, possono prenotare le visite telefonando allo 031.230306 o 031.230284.

L’ingresso è gratuito e libero.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2001
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