Niente soldi alle circoscrizioni. I progetti finiscono in cantina

Rabbia e delusione tra i rappresentanti dei "parlamentini". «E' una violazione del regolamento»

Salta la privatizzazione di Aspem e saltano i finanziamenti alle circoscrizioni. Non una lira sarà investita nei piccoli e medi progetti presentati dai sei "parlamentini", progetti già deliberati e pronti per essere realizzati. 
Il primo a prendere carta e penna e a protestare per questa situazione è stato Fabrizio Mirabelli consigliere Ds della circoscrizione 5 : «Dei 194 milioni previsti per ogni circoscrizione – scrive Mirabelli – ne saranno stanziati 0. Questo in palese violazione del regolamento, approvato nel 1997, il quale prevede espressamente che i consigli di circoscrizione dispongano di una quota degli investimenti in  conto capitale pare al 10 % per nuove opere che interessano i quartieri». 
Già lo scorso anno il Comune di Varese aveva stretto i cordoni della borsa e  invece del 1.164.000.000 previsto erano stati distribuiti solo 500 milioni (il che significa che invece di 194 milioni per circoscrizione ognuna aveva a disposizione solo 83 milioni). Non molto ma almeno era qualcosa. "Qualcosa" che invece quest’anno non arriverà. Ma al di là della comprensibile delusione c’è anche un problema tecnico da affrontare: i progetti sono già pronti, per alcuni le circoscrizioni hanno investito già dei quattrini in attesa di avere la sovvenzione comunale per realizzarli e adesso resteranno sospesi in attesa di tempi più felici. O di assessori disposti a farsi carico delle iniziative : «Ad esempio – dice ancora Mirabelli – nella mia circoscrizione lo scorso anno è stato possibile realizzare solo parte delle opere già deliberate dopo un irrituale accordo verbale tra l’assessore competente e il presidente Nicoletti». 

Non ha preso bene la notizia dei tagli dei fondi nemmeno il vulcanico Fabrizio Nova presidente della circoscrizione numero 4: «Il mio giudizio sulla vicenda? Negativo al massimo, soprattutto se penso al lavoro fatto fino ad oggi, l’impegno profuso nel pensare ai progetti, dare priorità a quelli più urgenti, coinvolgere le persone per poi sentirsi dire che non si farà nulla. E’ davvero demotivante».
Propone, invece, una soluzione Giancarlo Di Ronco, consigliere della circoscrizione 3 oltre che coordinatore del gruppo di lavoro del Sacro Monte:«Il problema esiste, inutile negarlo. Chiediamo almeno che nel bilancio 2002 vengano inserite le piccole opere già deliberate e vengano sovvenzionate non con un mutuo ma con gli avanzi d’amministrazione. Di tutto il resto, poi si potrà discutere – continua Di Ronco – è evidente che il taglio dei fondi priva le circoscrizioni dell’autonomia necessaria per risolvere i problemi dei quartieri. 
Lo scorso anno metà dei progetti non erano stati realizzati per mancanza di fondi, quest’anno a parte le grandi opere di cui presumibilmente si farà carico il Comune, non si potrà fare niente. C’è poco da aggiungere».
Aggiunge invece qualcosa Fabrizio Mirabelli:«E’ forse il caso di sottolineare il grottesco gioco delle parti tra il ministro Bossi, tutto impegnato a Roma a immaginare fantasiose forme di devolution e il borgomastro di Varese tutto contento, invece, di affossare definitivamente, per questo mandato amministrativo, le uniche istituzioni cittadine di decentramento democratico».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 novembre 2001
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