“Qui vogliamo integrarci” gli immigrati promuovono Sesto Calende

In un Consiglio Comunale aperto analizzati i risultati di un questionario distribuito tra i non comunitari

Né superficialità, né tanto meno chiusure. Quello dell’immigrazione non rappresenta un fenomeno temporaneo e va affrontato nella giusta dimensione. «Per governarlo occorre trasformare le politiche sull’immigrazione in politiche per l’accoglienza e l’integrazione». Così ha spiegato il senso del consiglio comunale straordinario sulle esigenze degli immigrati stranieri di Sesto Calende il sindaco Roberto Caielli. Si è svolto ieri sera, 7 novembre, ed era aperto a tutta la cittadinanza, che ha raccolto l’invito affollando la sala consiliare. A parlare in questa seduta non sono stati solo sindaco, assessori e consiglieri, ma i diretti interessati e i "tecnici" che si occupano di accoglienza e immigrazione. E il risultato della serata, oltre la soddisfazione dei partecipanti, è stato il consenso unanime sulla mozione che traduce la buona volontà in linee guide. L’amministrazione sestese punterà sulla collaborazione con gli Enti, sul proseguimento dei progetti di accoglienza degli richiedenti asilo politico, su una gestione dei servizi integrata con le attività del volontariato locale e con le agenzie territoriali e darà particolare rilievo ai bisogni delle persone e della famiglia.  

Mamadou Diangne è il rappresentate degli stranieri non comunitari sestesi. «Siamo venuti per vivere e lavorare dignitosamente, e talvolta ci riusciamo, altre volte siamo disoccupati, sfrattati o entrambe le cose» ha detto. E accanto ai problemi più gravi ci sono anche gli adempimenti burocratici che non facilitano il vivere di ogni giorno. Così si motivano alcune delle richieste rivolte all’amministrazione comunale: personale idoneo e uno sportello per compilare documenti, disbrigo di pratiche presso gli uffici provinciali affidato ai messi comunali e la possibilità per coloro che lavorano sulla linea ferroviaria del Sempione di rivolgersi agli uffici di Pubblica Sicurezza di Gallarate anziché di Varese.

La casa e il lavoro. Sono dati di cui emerge un’analisi nella relazione conoscitiva esposta dall’assessore alle politiche sociali Claudio Carabelli. Un lavoro che ha fatto una fotografia dell’immigrazione sestese tramite la compilazione di 37 questionari su 117 consegnati. Forse un quadro non statisticamente esauriente, ma un primo passo verso la conoscenza degli stranieri. L’immigrazione a Sesto rappresenta un fenomeno stabile. Marocchini e albanesi sono una presenza rilevante, ma nel complesso la comunità sestese è multietnica. Si sceglie Sesto perché vi si trova casa e lavoro. Non mancano quindi gli alloggi, ma le condizioni non sono ottimali e gli affitti nella maggior parte dei casi sproporzionati al livello abitativo. E il lavoro? Quello che si registra è una grande flessibilità soggettiva nella ricerca di un impiego. Non c’è il dato sulla religione, ma il 22% degli intervistati dichiara di non avere spazi che consentano di esprimere la libertà di culto. E fra gli obiettivi dell’amministrazione c’è un impegno nella ricerca di spazi adeguati.

Quest’analisi è stata supportata dall’intervento di Giovanni Chinosi  di Cittadini del mondo, la Onlus che da anni lavora nel comune con progetti finalizzati alla mediazione culturale. Era uno dei "tecnici" chiamati ad intervenire ieri sera, con Roberto Guaglianone della Cooperativa "Farsi prossimo", che ha illustrato il progetto del Piano nazionale asilanti, a Bruno Gabbrielli responsabile della Caritas locale e Flavio Nossa della Cgil. Insomma quell’insieme di forze sociale che rappresentano insieme l’avanguardia nella gestione dell’accoglienza e dell’integrazione.

Arrivano anche i contributi dei gruppi consiliari di minoranza. Del Polo civico per Sesto, che pur definendo l’indagine priva di significatività statistica ne ha apprezzato lo sforzo, invitando ad un impegno nella gestione politica del fenomeno, anziché dell’emergenza, e della Lega Nord, ferma sui suoi presupposti di tolleranza zero verso i non regolari e aperture nei confronti dei regolari. È un giudizio tutto sommato positivo quello sul percorso individuato dalla giunta e lo confermano l’unanimità di voto sulla mozione che ha dato concretezza al primo consiglio straordinario sull’immigrazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2001
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