Sempre meno negozi nel centro storico

In città sono presenti 13 banche; ne sono in arrivo altre due. Molte si sono insediate in locali dove una volta vi erano dei negozi. Secondo l’associazione commercianti il Comune dovrebbe aiutare a rivitalizzare il centro

A Tradate vi sono sempre meno negozi e il centro storico sta perdendo piano piano la propria vita commerciale. In città sono presenti 13 banche, molte delle quali, negli ultimi anni, si sono insediate in locali dove prima c’erano negozi. Inoltre, sembra siano in arrivo altri due insediamenti bancari. Il motivo, secondo l’associazione commercianti, è che non viene fatto molto da parte dall’amministrazione comunale per rendere il centro più vivibile.

 

Recentemente si è svolto in Comune un incontro tra i commercianti tradatesi e l’assessorato al commercio. “Il problema è quello di sempre – spiega il presidente dell’associazione artigiani di Tradate Attilio Aimetti – Questo incontro riguardava soprattutto se fare o meno le luminarie natalizie. Durante la discussione è venuto fuori il fatto che noi ci impegniamo tutte le volte che il comune ci chiama, ma quando noi chiamiamo il Comune, nessuno ci ascolta”.

 

Questa dichiarazione del presidente Aimetti non riguarda solo la questione delle luminarie. Il problema è che il centro città sta perdendo visibilità. La gente non trova più interessante il centro, nemmeno per fare una passeggiata in mezzo ai negozi. I numerosi centri commerciali sulla statale stanno lentamente facendo morire il commercio dei piccoli negozianti. “A Tradate una volta c’erano oltre 200 negozi – ricorda Aimetti – Se è vero che i centri commerciali hanno imposto un certo richiamo verso l’esterno, i centri storici più carini, e che abbiano un po’ più di servizi, hanno una certa forza di attrazione. La politica dovrebbe investire un pochino di più nella visibilità della città, e non in tante altre cose che servono relativamente”.

 

Le proposte dei commercianti riguardano diversi settori: “rivedere la viabilità del centro che, da sperimentale che era 10 anni fa, è diventata definitiva con una pista ciclabile che dà fastidio – prosegue Aimetti – Mancano poi i parcheggi in superficie: basterebbe un piccolo piano parcheggi che prendesse in considerazione piccole aree. Non chiediamo al comune di spendere 20 miliardi per fare un parcheggio, ma 200 milioni per volta, sì. Potrebbero poi rendere questi parcheggi non a disco orario, ma a pagamento, come ormai si fa quasi ovunque. Altro problema è l’arredo urbano del corso: l’illuminazione nel corso è carente sia in estate sia in inverno, per non parlare delle vie limitrofe”.

 

Queste proposte i commercianti le stanno portando avanti da anni. “Dall’amministrazione comunale, le intenzioni di venirci incontro e recuperare un po’ la città, ci sono; ma ormai sembra esistano solo a parole. La scusa madre di tutte, per gli interventi, è che non c’è la fognatura; se però aspettiamo di recuperare l’arredo urbano solo a lavori di fognatura conclusi dobbiamo aspettare altri vent’anni.”

 

“La situazione è abbastanza patologica – conclude Aimetti – Non è che a breve termine si possa risollevare un’economia che per anni non è stata tutelata nemmeno a livello nazionale. Se la situazione non migliora, è normale che nei locali dei negozianti poi subentrino altre attività. A Varese per esempio, se non ci fossero i negozi, la gente il sabato pomeriggio andrebbe a fare le classiche ‘vasche’ avanti e indietro? Visto che da parte dello stato non ci sono aiuti, almeno a livello locale vorremmo che ci si venisse un po’ incontro. Il problema è altrimenti destinato ad aggravarsi”.

 

Intanto le luminarie natalizie saranno presto installate: i commercianti pagheranno il noleggio delle strutture, il montaggio e lo smontaggio, mentre il comune pagherà il consumo della corrente elettrica.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2001
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