Sull’inceneritore i comitati aspettano una risposta

I comitati contro l'inceneritore sollecitano la provincia affinché ufficializzi l'abbandono del progetto

Riceviamo e pubblichiamo 
Silenzio, disinformazione e strumentalizzazione. Questi sono i principali nemici di chi da anni si batte per una soluzione giusta e sostenibile del problema rifiuti in provincia di Varese. In questi ultimi mesi, infatti, siamo tornati in un periodo d’oscurantismo, rispetto al problema inceneritore di cui nessuno osa più parlare, e di assoluta confusione rispetto al problema compostaggio.

Coordinamento Comitati spontanei 
Il coordinatore – Cereda Mauro
Comitato salute e ambiente 
Il presidente – Canti Don Maurizio

Per quanto riguarda l’inceneritore, dopo lo stop della Provincia, rimaniamo in attesa che la situazione si sblocchi e si ufficializzi il definitivo abbandono del progetto

Chiediamo quindi che la Provincia prenda una decisione chiara e ufficiale che indirizzi le risorse previste per la costruzione del secondo inceneritore ad un progetto globale di recupero delle risorse

In questo ambito vi sono certamente compresi gli impianti di compostaggio, che oggi incontrano però mille insidie. Le tre esperienze avviate in provincia ci suggeriscono di chiedere ad alta voce l’intervento di tutti i soggetti che ritengono questo tipo di impianti indispensabili alla risoluzione di buona parte del problema rifiuti, in modo razionale ed ecologicamente compatibile. Ci riferiamo in primo luogo alla Provincia, ma anche a tutte le associazioni ambientaliste e alle forze politiche che fino a ieri hanno contestato la scelta dell’inceneritore, affinché si spianino le strade per l’apertura di questi impianti. Il primo, quello di Gemonio, attende le convenzioni con i Comuni del nord della provincia, necessarie per l’economico funzionamento; ciò significa che le amministrazioni che hanno avviato la raccolta separata dell’umido sono ancora troppo poche. Per il secondo, quello di Cassano Magnago, ci limitiamo a ribadire l’innocuità e l’assoluta sicurezza in cui operano questi tipi di impianti. Essi infatti non rappresentano alcun rischio né per la salute dei cittadini né per l’ambiente ma che anzi hanno la capacità di produrre una ricchezza ambientale ed anche economica di notevole importanza: oggi il compost viene quasi esclusivamente importato da altri paesi europei all’avanguardia in questo settore. Una scelta di questo tipo è quindi da preferire rispetto a qualsiasi altra forma impiantistica di smaltimento dei rifiuti, basti fare un paragone tra impianti di compostaggio e inceneritori.

In generale, sulla produzione di compost, siamo convinti che sia necessario l’intervento rapido di risorse ma anche di volontà politica: troppi sono ancora i Comuni con percentuali di raccolta differenziata ridicole, compreso il comune di Varese, in cui la raccolta dell’umido non è neppure in preventivo.

In conclusione chiediamo che la Provincia attui in breve tempo quella conversione del piano rifiuti che ci si attendeva dopo lo stop all’inceneritore, formulando scelte e progetti condivisibili ma soprattutto chiari.

 

Cogliamo l’occasione per sottolineare la nascita del Comitato Salute e Ambiente di Castiglione Olona che segna una svolta attuata dal Comitato contro l’inceneritore, che nel futuro intende occuparsi non solo del problema rifiuti ma di ambiente in senso generale, promovendo tutte le azioni di tutela del patrimonio naturalistico, artistico e storico del territorio castiglionese, con particolare attenzione alle minacce alla salute pubblica e all’ambiente come avvenuto per l’inceneritore.

Comunichiamo inoltre che stiamo provvedendo ad organizzare un incontro pubblico dal titolo "inceneritore: un anno dopo" che si terrà a Castiglione Olona mercoledì 5 dicembre 2001, a cui prenderà parte anche l’Assessore all’ecologia della Provincia Dott. Alvise Brovelli (già confermato) ed altri esponenti delle forze politiche provinciali. Sarà un’ottima occasione per fare il punto della situazione. Inoltre, entro la fine di novembre, verrà distribuito nell’ambito dei comuni del Coordinamento anti-inceneritore un volantino di aggiornamento.

 

La situazione a Cassano Magnago ha portato inoltre alcune forze politiche a dire e fare cose esattamente opposte alla politica attuata dalle stesse a livello provinciale e, al di là della questione puramente locale riferita alla localizzazione, questo tipo di comportamenti risultano inaccettabili.

. di cui nessuno parla più, evidentemente per una situazione che rende l’impianto a tutti gli effetti oneroso e anacronistico alla luce anche della situazione reale, non essendo prevista nessuna emergenza rifiuti in vista dell’avvio di ben tre impianti di compostaggio e di ulteriori miglioramenti del servizio di raccolta differenziata. Per alcuni comuni, compreso il capoluogo, non si può parlare di migliorie ma di veri e propri cambiamenti di rotta, visti gli scarsissimi risultati ottenuti sino ad oggi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 novembre 2001
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