Toto-Sindaco: a Varese la tripla è d’obbligo se…

Si susseguono i contributi sul "fronte preelettorale" nella città Giardino

1×2: metafora appropriata per rispondere al quesito "chi conquisterà a primavera Palazzo Estense?". Il margine per Lega-Polo sarebbe forse rassicurante se sul suo cammino non ci fossero molte insidie:

  1. il Referendum sul Federalismo ha riservato a Bossi, proprio in Città, una cocente sconfitta che ha definitivamente seppellito il progetto della Devolution;
  2. il Sindaco uscente, al di là di demeriti personali invero piuttosto marcati, governa da anni sostenendosi con espedienti, improvvisazioni, maggioranze rocambolesche; prima che dalle opposizioni, incontra ostacoli nella sua litigiosa fazione; Forza Italia è costretta al ruolo imbarazzante della stampella ma nondimeno ha su di sé la piena responsabilità di molti fallimenti (vicenda ASPEM, forzature in Consiglio Comunale sul PRG; proteste ricorrenti di gruppi di cittadini, gestione amministrativa deplorevole tanto da richiedere addirittura le porte chiuse "per carità di privacy per la famiglia Fumagalli", clamorose dimissioni e la denuncia dell’ex-assessore al Bilancio Lazzari);
  3. Bossi gioca qui la battaglia della vita per salvare se stesso ed una Lega molto ridimensionata e politicamente ininfluente.

La Città osserva stupita gli ultimi atti della parabola discendente della Lega, è in l’allarme per gli ultimi mesi di questa Giunta allo sbando, sembra attendere il segnale della politica per tornare a sperare nel risveglio culturale, economico e sociale di Varese. Sono tante le energie che la Città può liberare se i cittadini di Varese vedranno:

  • il segno convincente di una vasta alleanza progressista nata in Città per rilanciare Varese;
  • una forte determinazione nel proporre soluzioni pragmatiche e innovative;
  • un leader ed una squadra coraggiosi, credibili, decisi a vincere e non a partecipare alla sfida in modo dimesso.

Così facendo "la tripla è d’obbligo", Varese non farà mancare il suo sostegno, Palazzo Estense può tornare ad essere finalmente contendibile.

Un aiuto al centro-destra potrebbe venire solo da un autogol che i partiti del centro-sinistra e i suoi alleati hanno già in passato "segnato": mettere al primo posto le visioni e gli interessi di parte e dimenticare gli interessi reali dei cittadini di Varese.

Il vero valore aggiunto è l’Ulivo, la sua capacità di formare ampie coalizioni politico-programmatiche, la sua capacità di attrarre volontari ed elettori normalmente distanti dal mondo dei partiti, ingredienti tutti necessari per contrastare in modo vincente il Sindaco uscente Fumagalli o qualche suo succedaneo dell’ultima ora.

Vedrete quanto farà piacere agli elettori riscoprire la concorrenza politica e come essa farà bene a Varese, città spenta dal "non-governo", da un monopolio politico povero di idee e di progetti e privo di capacità realizzative, ma anche da una opposizione finora divisa e poco consistente nel proporsi come forza di governo.

Il bipolarismo non è la conseguenza di un nuovo sistema elettorale, ma è una scelta che il nostro Paese ha ormai interiorizzato: i tentativi terzo-polisti hanno portato solo rovinose sconfitte per i promotori e per le coalizioni incapaci di costruire vaste alleanze di progresso.

L’esperienza dell’Ulivo ha dimostrato, con Prodi e Rutelli, che i fattori critici di successo sono:

  • ampiezza e coerenza delle alleanze politico-programmatiche;
  • la proposizione unitaria e tempestiva di un vero leader;
  • un Progetto che emozioni gli elettori con il fascino della sfida e restituisca loro il potere di scelta tra Visioni e Progetti tra loro in concorrenza.

Le risorse politiche a Varese ci sono per allargare l’alleanza per la Città, non solo con l’Italia dei Valori, e VareseCittà ma anche con il vasto e ricco mondo delle associazioni, circoli culturali, gruppi di volontariato.

E’ oggi che deve nascere il progetto per "sLegare Varese", è ora il tempo di mettere in primo piano attese e bisogni insoddisfatti di una Città da riconquistare alla partecipazione democratica ed alla buona politica.

Per guidare questo progetto non ci manca il leader, anzi c’è a Varese chi ha già dimostrato di saper interpretare il ruolo del "nuovo Sindaco", investito direttamente dai cittadini e con le crescenti autonomie di cui potrà godere – grazie al federalismo – il Comune.

Il centro-sinistra si può battere testa a testa con ottime possibilità di vincere, stimolando la Città a giudicare e scegliere tra due leader, due coalizioni, due alternativi Progetti per Varese.

A primavera, come già al voto referendario, la Città vuole dire SI alla buona politica, Varese è stanca delle promesse roboanti e della rauca propaganda di Bossi e Fumagalli.

Antonio Poillucci 

Ulivo di Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 novembre 2001
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