Uccelli sulle piste? Basta farli spaventare

Dal 15 ottobre al 15 novembre una campagna per tenere sgombre le direttrici

 

Non bastarono radar e ultrasuoni; e fu la sconfitta della tecnologia. L’episodio accadde qualche anno fa all’aeroporto di Trieste. Un gruppo di falchi atterrava regolarmente sulle piste e non c’era modo di spostarli. La soluzione la trovò l’ingegno, e ne sarebbe stato contento l’imperatore Federico II, il cavaliere dell’intelletto che su quel mestiere antico scrisse un trattato nella sua dorata corte d’intellettuali a Palermo, nel XIII secolo: fu solo l’utilizzo di un falconiere che permise allo scalo giuliano di recuperare la normale operatività. A Malpensa, invece, quando nebbia, scioperi, crisi occupazionale e beghe di ogni tipo lasciano un po’ di tregua, ci si arma di piccoli cannoncini, o almeno così li chiamano in gergo, e si fanno i botti. Sì, scoppi per spaventare gli uccelli e farli scappare, liberando le piste. Forse non tutti lo sanno, ma una delle  emergenze per Malpensa, dal 15 ottobre al 15 novembre, è proprio la migrazione di volatili. La campagna di sgombero delle piste si chiama Bird strike e viene appunto effettuata con i botti. A tutti i piloti vengono poi fornite delle segnalazioni, i Bird tam, per favorire cautele ed evitare visitatori sgraditi. Solo alla fine di novembre il problema può dirsi completamente risolto. Almeno quello.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2001
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