Un miliardo all’anno per migliorare la guardia medica

Oltre ai finanziamenti, dall'ASL la promessa per maggiori sinergie tra medici e operatori del primo soccorso

Incentivi economici (quasi un miliardo di lire in più all’anno) e corsi di qualificazione professionale per i medici, collegamenti e sinergie con le Croci per nuove e più attrezzate sedi operative, riorganizzazione sul territorio del servizio di Continuità Assistenziale, più comunemente conosciuto come Guardia Medica.

Sono queste le significative iniziative dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Varese per migliorare il servizio di Guardia Medica.

Dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni feriali e dalle ore 10 del sabato alle ore 8 del lunedì, il servizio garantisce attraverso i suoi 105 medici distribuiti in 12 postazioni sul territorio varesino (ospedali e sedi Cri di Varese, Saronno e Cislago), le prestazioni domiciliari che comunemente competono al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta per situazioni che rivestono carattere di urgenza e che si verificano nelle ore notturne o nei giorni festivi.

Per arrivare a questa significativa riorganizzazione l’Azienda sanitaria di via Ottorino Rossi dall’inizio dell’anno ha monitorato il servizio di Continuità Assistenziale offerto ai cittadini, evidenziando ogni giorno per ognuna delle dodici postazioni varesine le visite mediche domiciliari, quelle ambulatoriali ed i consulti telefonici effettuati.

Al termine dell’indagine e tenendo anche conto delle esigenze del territorio sono stati di conseguenza ridistribuiti i carichi di lavoro, realizzando in questo modo un concreto risparmio di costi, che peraltro, con un ulteriore contributo finanziario da parte dell’Asl, sono stati reinvestiti per migliorare le condizioni retributive dei medici in servizio.

Un comportamento corretto deve adesso venire dai cittadini. In pratica non bisogna rivolgersi alla Guardia Medica in tutti i casi in cui è possibile aspettare o ricorrere al proprio medico di fiducia nelle sue ore di lavoro. Questo perché ricorrere in modo improprio al servizio di Continuità Assistenziale può distogliere il medico di turno da richieste più adeguate, mettendo a rischio la salute dei cittadini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 novembre 2001
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