«Una risposta politica e unitaria al declino della Lega»

Le strategie della Margherita a livello locale secondo il portavoce provinciale Adriano Albinati

Ad alcuni mesi delle elezioni politiche del maggio scorso si può cominciare a trarre qualche prima conclusione: – le facili promesse sono molto difficili da mantenere; – l’alleanza Polo-Lega fatica a tenere soprattutto a livello varesino; – molti elettori di centro destra cominciano a interrogarsi sul futuro di un paese dove la legalità e il rispetto delle regole è apertamente condizionato da interessi personali; – molti elettori in libera uscita dal centro sinistra che si sono lasciati abbagliare dei fuochi artificiali della demagogia propagandistica cominciano a domandarsi quali saranno i prezzi che i ceti medi e popolari dovranno pagare. – Nello schieramento uscito sconfitto dalle elezioni sono emerse alcune interessanti novità. Nei partiti di questo schieramento è aumentata la consapevolezza che la principale causa della sconfitta elettorale è da ricondurre all’incapacità di garantire coesione e unità alla coalizione. Il valore aggiunto garantito dall’Ulivo di Prodi , che ha portato alla vittoria nel 1996, è stato sprecato. Il progetto dell’Ulivo è stato abbandonato e sostituito da un alternarsi di alleanze politiche e di leaders che gli elettori non hanno giustamente capito. La riscoperta dell’Ulivo fatta solo alla vigilia delle nuove elezioni politiche con Rutelli ha garantito un formidabile recupero che, a causa del poco tempo a disposizione, non è bastato a garantire la vittoria.

La grande affermazione della Margherita nasce in questo contesto proprio perché ha beneficiato del valore aggiunto dell’Ulivo e del suo leader. Gli elettori hanno premiato la coalizione della Margherita proprio perché rappresenta la parte già (quasi) completata del quel grande progetto che è la ricomposizione dei riformisti all’interno dell’Ulivo. Quindi gran parte dei voti avuti dalla Margherita non provengono dalle forze politiche che hanno promosso questa coalizione ma da cittadini, delle più diverse provenienze, che hanno creduto in questo progetto unificante e nel suo leader . Se è vero che i voti ottenuti dalla Margherita non sono in gran parte voti di "appartenenza" ma voti di "opinione" diventata oggi di vitale importanza la capacità dei responsabili della Margherita di cogliere questa sfida, di tagliare i ponti con i particolarismi del passato e di guardare avanti, senza perdere nulla della dimensione ideale e culturale delle tradizioni di provenienza. La Margherita potrà andare oltre il già importante 15% se, superata rapidamente la fase costitutiva, saprà rappresentare uno stabile punto di riferimento anche per quell’elettorato di centro (e non solo di centro) che ha votato Berlusconi turandosi il naso. La Margherita avrà un futuro se sarà – e verrà percepita – come qualcosa di veramente nuovo, se saprà dimostrare che non si è trattato solo di una alleanza elettorale, ma che è stato costruito un nucleo centrale di un progetto culturale e politico alternativo alla destra e imperniato su una stabile alleanza con la sinistra democratica. Un errore da evitare è dunque quello di considerare la Margherita come un punto di arrivo e non come una tappa di un più lungo cammino. Il futuro della Margherita è strettamente legato al futuro della sinistra: La "Margherita di centro" avrà un futuro solo nell’ambito del progetto unitario dell’Ulivo nel quale deve crescere anche la "Margherita (o la rosa) di sinistra " attraverso un analogo processo di ricomposizione.

Se è vero che dalle ultime elezioni l’unica cosa che si è salvata è il progetto dell’Ulivo, di cui fa parte il cantiere più avanzato che è la Margherita, occorre anche a livello locale lavorare nella stessa direzione. Con qualche necessario aggiustamento data la specificità del nostro territorio: – la coalizione dovrà garantire la partecipazione di quelle forze politiche che non hanno fatto parte dell’Ulivo nazionale ma che sono portatrici di valori fondamentali: penso ad esempio all’Italia dei Valori; – dovrà essere garantita una adeguata valorizzazione, in termini di temi programmatici e di canditati, a quelle forme organizzate presenti solo localmente e interessate a partecipare ad un progetto di "Ulivo allargato"; penso, ad esempio, per quanto riguarda il capoluogo, all’associazione VareseCittà e al ricco e variegato mondo delle associazioni e del volontariato che sono una grande risorsa del nostro territorio.

A Varese come nei principali centri della provincia si possono aprire nuove interessanti prospettive se, all’ormai evidente declino della Lega nella sua terra di origine, sarà fornita una risposta politica ed amministrativa unitaria e aperta ai contributi esterni. Se i gruppo politici di progresso metteranno al primo posto le tante e importanti ragioni che li uniscono potranno contare sul sostegno degli elettori come è già accaduto con la vittoria di Prodi e con la grande rimonta di Rutelli. 

ADRIANO ALBINATI,  Portavoce provinciale dei Democratici per la Margherita

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 novembre 2001
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