Volontari in azione, il radar nella città del bisogno

L'assessore ai servizi sociali Bottelli: grazie a loro capiamo meglio i problemi della gente

Non c’era il Ministro del welfare Maroni ma c’era comunque una sala piena in ogni ordine di posto. La giornata che il comune di Varese, assessorato ai servizi sociali, ha organizzato al salone estense di via Sacco per parlare di volontariato, é stata un momento per fare il punto della situazione in rapporto anche all’introduzione della legge 328 che rivoluziona la concezione dei servizi sociali in Italia. «Si tratta di una svolta epocale che mette sullo stesso piano l’ente pubblico e il privato e che permette una maggiore presenza sul territorio» spiega l’assessore ai servizi sociali Anna Maria Bottelli. «Nel comune di Varese il volontariato ha un ruolo molto importante. Esiste un coordinamento che lavora per proprio conto ma che si appoggia, per ogni bisogno, al comune: le due realtà viaggiano quindi su due binari paralleli ma comunicanti». Ma cosa cambia rispetto al passato? «La novità é che in questo quadro il volontariato diventa un osservatore privilegiato della realtà, raccoglie i bisogni, riferisce al pubblico gli eventuali ambiti in cui intervenire. Il valore aggiunto é dato dall’anticipazione del problema e dalla capacità di reperire le risorse direttamente tra la gente. Tutto questo funziona se le associazioni sono stimolate e appoggiate dal pubblico». Anna Maria Bottelli ha definito maturo il rapporto esistente tra il comune e il volontariato. «Certo – aggiunge – ogni cosa é perfettibile, ma la presenza e l’attenzione sono forti e stanno dando i loro frutti». Infine, dall’assessore un consiglio a chi volesse iniziare l’esperienza da volontario. «Non cercare le associazioni come una guida del teleofno, ma rivolgersi ai servizi sociali e presentare le proprie attitudini: può essere una fase preliminare utile per tutti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2001
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