«Alitalia ci vuole svendere». I dipendenti di Eurofly non ci stanno

Assistenti di volo e piloti manifestano e occupano gli uffici di Alitalia, che vuole cedere la società a "Volare Group". In gioco ci sono tagli e livelli contrattuali troppo bassi

Tailleur verde e camicia bianca per le signore, giacca e pantalone blu per i signori. In poche parole assistenti di volo e piloti Eurofly, quella che ormai si avvia ad essere la ex controllata di Alitalia. Tanto affabili e sorridenti quando assistono i viaggiatori in volo, quanto tosti e arrabbiati oggi a Malpensa, dove, almeno in sessanta hanno manifestato con un corteo, organizzato dai sindacati, che si è snodato nell’hub per arrivare ad occupare simbolicamente gli uffici di Alitalia (nella foto in basso)

Ragione della rumorosissima protesta, cadenzata da slogan senza mezzi termini, sono la volontà della compagnia di bandiera di cedere Eurofly e i tagli al personale che pendono sulle loro teste. Per gli assistenti di volo si tratta di un’opportunità per Alitalia di tagliare i costi. E gli accordi firmati con Volare Group, proprio non piacciono. Le preoccupazioni non sono piccole visto che si parlerebbe di quattrocento tagli, una buona fetta di tutta la controllata che fornisce i servizi di assistenza per i voli charter. 

"In Volare Group mai!" hanno gridato più volte oggi. Perché? Se anche non ci fosse la bestia nera della razionalizzazione del personale, i livelli contrattuali di Volare, il primo gruppo aereo nazionale totalmente a capitale privato, sono considerati i più bassi che le compagnie aeree stipulano con i loro dipendenti. Questo cercano di spiegare gli assistenti di volo e i delegati sindacali di Cgil, Cisl, Avia e Ampav. «Con questo passaggio il personale di terra e di volo rischia la mobilità e per noi non c’è più alcuna garanzia contrattuale» dice Alessio Ballerini delegato della Filt Cgil, che punta il dito su quelle che sono i punti più critici della piattaforma contrattuale proposta dal gruppo veneto. Troppa flessibilità che si traduce in minimi garantiti troppo bassi, riposi non più fissi e spinta verso l’accumulo di ore di volo. 

Di un’altra cosa sono convinte tutte le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Avia e Ampav. «Siamo tutti contrari alla cessione e all’uscita di Eurofly dal gruppo, perché profondamente convinti che Alitalia perderebbe la possibilità di rimanere sul mercato charter, mercato che dopo l’11 settembre ha già registrato un’inversione di tendenza che supera il trenta per cento».
Manca il contratto nazionale. Se la competizione fra compagnie aeree si gioca sul costo del lavoro, allora l’effetto domino è alle porte e l’adeguamento del mercato imporrà anche quello dei contratti offerti dalle altre compagnie aeree. 
Ma c’è altro ancora ed esce dal megafono e dagli slogan del corteo. «I voli a basso costo non garantiscono la sicurezza, quella sicurezza di cui sono garanti gli assistenti di volo». 


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 agosto 2002
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