Bagagli depredati, otto dipendenti sospesi

Per gli altri è ancora possibile recarsi al lavoro. E questa mattina qualcuno si è anche presentato

Otto sospensioni per i dipendenti infedeli. E’ ancora viva la ferita inferta a Malpensa e ai viaggiatori italiani dall’operazione "Open bug", che ha rivelato l’esistenza di 37 dipendenti Sea dediti al saccheggio dei bagagli. Le operazioni burocratiche per ottenere l’allontanamento dal lavoro degli operai indagati sono lente. Così, questa mattina sono solamente otto gli operai sospesi. La Polaria ha trasmesso i nominativi alla direzione civile, la quale ha prontamente emesso l’ordinanza di ritiro del tesserino di transito in zona doganale. 
Per gli altri lavoratori coinvolti, avviso di garanzia a parte, tutto potrebbe continuare normalmente, anche se nei prossimi giorni, come invocato dalla Sea, dovrebbero arrivare le altre sospensioni. Le posizioni degli indagati sono al vaglio degli inquirenti. «C’è un’indagine in corso – spiega paolo Mangiameli, responsabile della sicurezza – che impone la segretezza». Ma a sentire le agenzie di questa mattina sembra che alcuni si siano regolarmente presentati al lavoro, anche se la maggior parte degli indagati ha preferito astenersi.
La Polaria ha intanto fatto sapere che per i derubati la procedura più indicata è quella dell’invio di un fax con nome, cognome, recapito e descrizione dell’oggetto rubato da allegare a una circostanziata denuncia. Telefoni roventi naturalmente. Bottino che ha preso il volo, rivenduto in ogni maniera, e associazioni dei consumatori agguerritissime che consigliano di denunciare le compagnie aeree e che offrono assistenza per denunce collettive da parte di viaggiatori derubati. 
I sindacati hanno reagito invocando chiarezza da parte della magistratura e chiedendo nuove assunzioni per dipendenti onesti al posto degli incriminati. 
Tra i passeggeri, assediati dai cronisti, regna un certo sconcerto, proprio nel giorni di massimo traffico dell’aeroporto della brughiera, già sotto esame, da due settimane, per la montagna di valigie smarrite. I colleghi dei dipendenti indagati invitano invece a non criminalizzare tutti i lavoratori. Si è anche parlato di minacce, ma la Polizia non ha mai avallato questa versione dei fatti.
La Sea è tornata oggi a parlare dell’argomento. La società ha attivato i suoi legali per accelerare il più possibile l’iter per la risoluzione definitiva del contratto di lavoro di tutti gli addetti coinvolti nella vicenda dei furti nei bagagli. Lo ha detto il presidente Giorgio Fossa.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 agosto 2002
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