Il mistero dello schianto affidato all’autopsia

Un problema improvviso al motore oppure la mancanza di carburante tra le ipotesi dell'incidente che ha provocato la morte di quattro persone. Ma non si esclude neppure un malore del pilota

Un problema improvviso al motore, oppure la mancanza di carburante. O altro ancora, come un malore del pilota. Restano ancora da decifrare le cause dell’incidente aereo che ha provocato la morte di quattro persone e che ha visto, nel pomeriggio di ieri, venerdì 16, un aereo da turismo svizzero precipitare in un bosco di Jerago con Orago a poche centinaia di metri da un abitato del piccolo comune. Questa mattina è stato compiuto un altro sopralluogo degli inquirenti. Sull’area dell’impatto si è recato anche l’ispettore dell’Ansv (associazione nazionale sicurezza voli) che ha aperto un’inchiesta sull’incidente.
Di certo si sa che ieri intorno alle cinque e mezza dal piccolo aereo è partito un sos. È stato raccolto dalla torre di controllo di Linate. Si trattava di un allarme che segnalava un problema, forse un’avaria. Ma è ancora azzardato parlare di un guasto al motore. Questi tipi di aerei, a detta degli esperti, rappresentano dei mezzi molto sicuri. Sono dei bimotori e il guasto ad uno di essi, non rende necessariamente impossibile l’atterraggio. La mancanza di carburante è l’altra ipotesi che si sta vagliando in queste ore. Tutta la documentazione di bordo è stata analizzata. Seconda questa il rifornimento di carburante era stato effettuato correttamente. All’origine della tragedia potrebbe anche esserci stato un errore o un malore del pilota. Ma a dirlo sarà l’autopsia sui corpi, che sarà effettuata martedì prossimo.

Non sembrano più esserci dubbi sul fatto che a pilotare in quel momento l’aereo vi fosse Bruno Lomazzi, uno degli italiani deceduti e vecchio amico dell’imprenditore ticinese Silvano Pozzi, proprietario del bimotore. Come quest’ultimo anche Lomazzi era pilota esperto. Nell’aeroporto locarnese di Magadino, dove era abitualmente posteggiato, il bimotore era registrato a nome dell’omonima ditta di Pozzi che si occupa di impianti di riscaldamento e sanitari e che ha sede a Balerna. Dai registri dell’aereo e dalla documentazione in possesso degli inquirenti, dovrebbero anche emergere i dati sui controlli e sulle revisioni a cui tutti i velivoli di questi tipo devono sottoporsi. Per i mezzi privati e da turismo si tratta di una procedura rigidissima che impone dei controlli ogni cinquanta o cento ore di volo. Ma al momento sulla questione c’è lo stretto riservo del pubblico ministero Giuseppe Battarino che sta conducendo l’inchiesta aperta dalla Procura di Busto Arsizio. 

Il pm Battarino si è recato questa mattina sull’area presidiata per l’intera notte dai carabienieri e dalla Protezione civile. Insieme a lui c’era l’ispettore della Ansv. Sono stati compiuti i rilievi a terra che andranno ad aggiungersi alle indagini sui tracciati radar, all’analisi del velivolo e alle registrazioni  delle comunicazioni. Martedì invece saranno effettuate le autopsie sui corpi delle vittime. Come si ricorderà sul Beech Duke Hb-Gfa oltre a Silvano Pozzi e Bruno Lomazzi, viaggiavano anche Enrico, il figlio diciottenne di quest’ultimo e Gianfranca Mauri Borsa un’amica dell’imprenditore ticinese che risiedeva a Chiasso. Nelle prossime ore i resti dell’aereo saranno rimossi dal luogo dell’impatto. 


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2002
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