La caccia al gas si fa grossa

La ricerca di gas sarà condotta in 44 comuni del Varesotto e 22 del Comasco. Oltre 20 mila gli ettari di terreno interessati

La denominazione "Progetto Malnate", con la quale veniva sancita l’intesa tra due compagnie petrolifere private (Edison Gas spa ed Enterprise Oil spa) con il ministero delle Attività produttive, per la ricerca di gas nel sottosuolo della nostra provincia, aveva tratto in inganno. In realtà, dietro quella limitata denominazione, si cela un coinvolgimento più ampio del territorio. Le ricerche di gas interesseranno, infatti, ben 66 comuni, 44 in  provincia di Varese e 22 in provincia di Como, capoluoghi compresi, per circa 26 mila ettari di terreno complessivi.
La vicenda, che già a suo tempo aveva scatenato molte polemiche per il mancato coinvolgimento del comune principalmente interessato, quello di Malnate, assume ora  contorni ben più complessi. In un territorio così densamente popolato, come quello della provincia di Varese, un progetto  di così larga portata, rischia di avere un impatto ambientale e politico dagli effetti imprevedibili. 
« È incredibile – dichiara il consigliere regionale diessino Daniele Marantelli, che si è fatto portavoce di un’interrogazione in consiglio regionale – il via libera è stato dato dalla giunta regionale lombarda senza che nessuno di questi comuni fosse messo al corrente. Un accordo in barba al federalismo, che passa sopra le teste dei comuni. E poi perché insistere, se già precedenti ricerche hanno dato esito negativo. Cosa c’è dietro questo accordo? Come si fa a pensare di coinvolgere una fetta così larga di territorio? Nell’elenco dei comuni c’è Castiglione Olona. Pensate, se si arrivasse a perforare, cosa potrebbe accadere alle opere storiche e all’architettura di quel borgo. Oppure a quei paesi che si trovano nella fascia di Malpensa. Senza allarmismi, io vorrei ricordare a tutti che, dopo una prima fase di studio, seguirà la fase di perforazione fino alla profondità di 5500 metri».
Per perfezionare la procedura mancherebbe solo la firma del ministero, ma è solo un cavillo formale perché l’iter nel merito è già stato completato. Ora le due compagnie firmatarie dell’accordo dovrebbero acquisire dall’Agip oltre duecento chilometri di linee sismiche, realizzate nelle precedenti ricerche. Per la perforazione non potranno far in alcun caso uso di esplosivi, ma dovranno utilizzare solo il metodo "vibroseis". I lavori saranno poi assoggettati a una specifica procedura di VIA regionale.

I comuni interessati in provincia di Varese: Albizzate, Arsago Seprio, Azzate, Besnate, Biandronno, Bodio Lomnago, Bregano, Brunello, Buguggiate, Cantello, Carnago, Caronno Varesino, Casale Litta, Castiglione Olona, Castronno, Cavaria con Premezzo, Cazzago Brabbia, Comabbio, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Gavirate, Gazzada Schianno, Gornate Olona, Inarzo, Jerago con Orago, Lozza, Malgesso, Malnate, Mercallo, Morazzone, Mornago, Osmate, Sesto Calende, Solbiate Arno, Sumirago, Ternate, Travedona-Monate, Varano, Borghi, Varese, Vedano Olona, Venegono Inferiore, Venegono Superiore, Vergiate.

I comuni interessati in provincia di Como: Albiolo, Appiano Gentile, Beregazzo Figliaro, Biango, Cagno, Castelnuovo, Cavallasca, Como, Drezzo, Faloppio, Gironico, Lurate Caccivio, montano Lucino, Olgiate Comasco, Oltrona San Mamete, Parè, Rodero, San Fermo della Battaglia, Solbiate, Uggaite Trevano, Valmorea, Vila Guardia.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 agosto 2002
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