Malpensa, razzia tra i bagagli. Indagati 37 dipendenti

Telecamere e cimici installate dalla Polaria mostrano valigie aperte e derubate e scambi di refurtiva negli spogliatoi. Un vero bazar a spese dei viaggiatori

Prendevano la valigie dal nastro trasportatore, le aprivano e rubavano di tutto: macchine fotografiche, collane di perle, orologi, scarponi, videocamere, cellulari. La merce veniva poi custodita negli armadietti degli spogliatoi e infine portata fuori da Malpensa e venduta. Così 37 dipendenti della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, sono ora sotto inchiesta, dopo che due anni di indagini della procura di Busto Arsizio e della Polaria, hanno fatto luce sui traffici di una vera e propria banda che si era creata una sorta di zona franca all’interno della linea smistamento bagagli, per aprire valigie e trafugare oggetti di valore. Nella notte di venerdì, la polizia ha perquisito le abitazioni di 10 persone, tutte residenti nella provincia di Varese, che dalle registrazioni ambientali e dai filmati risultano aver passato praticamente la totalità delle loro ore in turno a scegliere oggetti da razziare e rivendere con ogni tipo di stratagemma. Gli altri 27 risultano aver in qualche modo partecipato ma senza la puntigliosità dei primi.
I 37 operai sono comunque tutti indagati per furto e ricettazione. Uno di loro, nome di battesimo Denis, 25 anni, è finito in carcere perché nella sua abitazione gli agenti hanno trovato anche pallottole di arma da fuoco.
L’indagine è iniziata più di un anno fa a seguito di un aumento sospetto delle denunce per smarrimento. La Polaria e il pm Loredana Giglio cominciavano a mettere sotto controllo alcune zone dell’aerostazione, identificando in particolare la linea 1 del terminal 1 come luogo in cui si riscontrava il maggior numero di smarrimenti. Con l’ausilio di alcune cimici nascoste negli spogliatoi degli operai e di sei telecamere (tre negli spogliatoi, due nei pressi del nastro trasportatore e una all’esterno) gli inquirenti potevano filmare una serie di furti effettuati tutti con la stessa tecnica. Gli operai coinvolti, divenuti oramai esperti, prendevano solo le valigie che ritenevano contenere valori, le posavano a terra, spesso riparati dal tettuccio del vagone trasportatore ma a volte anche bene in vista e poi le aprivano. Quando trovavano oggetti interessanti li mettevano in tasca, altrimenti richiudevano e rimettevano il tutto nel rullo, segnalando talvolta, come scusa, di aver trovato una borsa aperta e di averla richiusa.
I filmati inchiodano gli indagati. Si vedono le operazioni di "smistaggio" dei bagagli e le trattative negli armadietti degli spogliatoi: un vero e proprio mercatino, per visionare la merce e fare affare tra complici. Un filmato mostra anche un episodio curioso. Il furto di uno snowboard, e la sua custodia in un armadietto. Le dimensioni dell’oggetto convincono il gruppo a farlo passare dalla rete, così gli operai escono dal gabbiotto e cercano di lanciarlo fuori dalla recinzione, ma lo snowboard si incastra e rimane appeso in aria. Dopo qualche secondo arriva un’auto e il gruppo riesce a farlo cadere sulla strada, lo caricano nel sedile dietro e partono.
In questo modo, solo a giudicare da quanto sequestrato, i 10 operai sottoposti a perquisizione avevano un giro di affari di circa 25mila euro. Ma in realtà, ogni giorno sottraevano tanta merce da raddoppiarsi almeno lo stipendio. Si parla infatti di diverse centinaia di migliaia di euro di refurtiva.
L’operazione, denominata "Open bag" è stata condotta con l’ausilio della Sea. Il responsabile della sicurezza Paolo Mangiameli ha parlato di "tolleranza zero" verso i dipendenti che dovessero macchiarsi di simili furti. Agli indagati verrà infatti sequestrato il tesserino di transito in zona doganale e quindi scatterà il licenziamento. 
E’ la terza indagine per furti all’interno di Malpensa. Nel 1996 la procura indagò 57 persone, ma la maggior parte venne poi assolta a processo. Nel 1998, l’Operazione "Vampiro" fece luce su sottrazioni di carburantie poi rivenduto per riscaldamento e si concluse nelle aule giudiziarie con 14 patteggiamenti. 


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2002
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