Sarà a Sacconago la nuova casa che ospiterà adulti disabili

Il comune ha assegnato all'Anffas e all'Associazione Lion Mario Ravera un'area per una casa alloggio. Per la sua creazione nascerà una Fondazione ad hoc che finanzierà il progetto

Nel giro di un anno o poco più una nuova comunità alloggio, che ospiterà adulti disabili, sorgerà a Busto Arsizio. Di incerto a riguardo ci sono solo i tempi dettati dagli iter per ottenere le autorizzazioni necessarie, ma il progetto c’è ed è reale. E per il presidente dell’Anffas cittadina Pietro Magistrelli rappresenta anche un sogno, coltivato da anni, che diventa realtà. Per la sua realizzazione l’amministrazione comunale ha infatti assegnato all’Anffas un’area nel quartiere di Sacconago. La decisione è stata presa dalla giunta nei giorni scorsi e comunicata alla stampa dal sindaco Luigi Rosa e dall’assessore ai servizi sociale Franco Mazzucchelli. 
L’area che si trova nella fascia fra la strada che collega il sovrappasso di via Monte Grappa con la zona industriale e il tracciato delle Ferrovie delle Nord, ha un’estensione di circa settemila metri quadrati. Per la precisione è stata assegnata all’Anffas e all’Associazione Lion Mario Ravera, che per la realizzazione del progetto daranno vita nei prossimi mesi ad una Fondazione ad hoc alla quale spetta l’investimento di circa un milione trecentomila euro.
Conterà di dodici camere da letto, relativi servizi e un gabinetto medico per una superficie totale di millecinquecento metri quadrati circa. In città rappresenta le
seconda struttura di accoglienza per disabili adulti. «Un fatto importante che fa si che la città ritorni ad alti livelli nell’offerta di servizi per disabili» ha detto soddisfatto Mazzucchelli, che ha ricordato anche i provvedimenti assunti di recente con l’abbattimento di barriere architettoniche e l’introduzione di nuovi passaggi pedonali in alcune strade della città, progetto che sarà esteso in altre zone, soprattutto in prossimità degli edifici scolastici.
A Busto Arsizio con centosessantacinque disabili di cui almeno il quaranta per cento oltre i quarant’anni, il problema dell’accoglienza, soprattutto per coloro che si ritrovano con il tempo senza i genitori che li hanno accuditi per tutta la vita diventa vitale. È quanto ha sottolineato ancora una volta il presidente dell’Anffas Magistrelli. Soddisfatto, ma anche emozionato nel dare l’avvio alla realizzazione della casa alloggio. Le prossime tappe, come si diceva, sono la creazione della Fondazione, vengono poi le autorizzazioni necessarie e infine il via ai lavori, la cui entità necessita fra i dodici e quindici mesi. Se fosse per Mazzucchelli le ruspe dovrebbero cominciare a lavorare entro dicembre. Ma i tempi burocratici fanno ipotizzare un inizio dei lavori per la primavera prossima. 


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 agosto 2002
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