Scuole, più di 300 famiglie hanno bisogno del pasto gratis

Triplicano gli scolari inseriti nelle fasce più bisognose. Il nuovo sistema di calcolo intercetta un bisogno più alto del previsto

Sono già 315 le famiglie gallaratesi che usufruiranno del pasto gratuito nelle mense scolastiche. Rispetto allo scorso anno, quando erano 130 gli alunni aiutati dal comune, il numero è praticamente triplicato. L’introduzione dell’indice Isee relativo al reddito, la cui compilazione è obbligatoria, ha svelato un numero di famiglie in difficoltà economica molto superiore alle aspettative. Si tratta però di cifre ancora provvisorie. L’iscrizione al servizio mensa, dopo la rivoluzione tariffaria decisa dalla giunta, è stata prolungata a oltranza. C’è tempo quindi fino al 10 settembre per compilare il modulo che certifica la propria posizione di reddito.
L’assessore Ivan Vecchio ha sempre sostenuto che le nuove fasce avrebbero coperto meglio il disagio dei più deboli. Le cifre gli darebbero ragione. Ma non è così facile. Il punto debole della politica tariffaria della giunta è che le nuove fasce spostano molti cittadini di ceto medio verso tariffe che i più critici definiscono da nababbi. Il 3 agosto scorso l’incontro tra Comune e genitori è sfociato ancora in polemica. 
La notizia del forte aumento di pasti gratuiti che il Comune dovrà erogare rivela comunque l’esistenza di un problema sociale. 
«E’ una scoperta che da una parte mi preoccupa – commenta Vecchio – ma che dall’altra mi convince che la nostra manovra tariffaria non era poi così sbagliata. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo, guardare i dati e dialogare per trovare una soluzione – dice l’assessore – senza accusarci reciprocamente. Le ultime polemiche delle opposizioni mi sono sembrate un po’ forzate».
Qualche numero. Lo scorso anno il picco massimo di pasti erogato fu 2200. Quest’anno si sono già iscritti in 2.600, ma iscriversi, dopo l’introduzione dell’Isee, è obbligatorio; usufruire del pasto è un altro discorso. 
Gli scolari di Gallarate sono circa 4.000. Chi è di fuori comune pagherà tutto il costo della mensa. Chi è di Gallarate e va a scuola fuori potrà invece fare l’Isee e beneficiare, nel caso in cui il costo sopportato superi la sua fascia di reddito, di un contributo del comune. Così Ivan Vecchio spera di dare l’esempio a quei comuni che hanno risposto picche alla sua richiesta di destinare una somma per il buono pasto dei propri residenti.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 agosto 2002
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