Solidarietà senza confini: una storia di generosità a Lonate

I bambini di Chernobyl tornano a casa e ringraziano le famiglie e l¹amministrazione comunale per la generosa ospitalità

Sei bambini provenienti dalle zone colpite dal disastro nucleare di Chernobyl sono rimasti a Lonate Pozzolo per un mese intero. L’amministrazione ha offerto viaggio e assicurazione. Sei famiglie li hanno ospitati nelle loro case. Tra i ragazzi e i locali è subito nata una stretta amicizia. Lacrime di commozione hanno accompagnato la partenza dei bambini e promesse di nuovi viaggi e di aiuti. 
Non è la prima volta che i lonatesi ospitano questi ragazzi. Alcuni durante l¹inverno sono andati a trovarli in Ucraina. Hanno visto di persona le conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl, ma non solo, hanno potuto toccare con mano la povertà in cui un popolo intero vive. 
Una delle ragazze ospitate in Italia ha deciso di usare la mancia che la famiglia lonatese gli ha lasciato per le sue piccole spese, per andare a trovare la nonna che non vede da lungo tempo, che abita lontano da lei. Sarà un viaggio meno lungo di quello che l¹ha portata in Italia, ma ugualmente importante. 
"Spero per il prossimo anno di potere ospitare ancora più bambini ­ ha detto l¹assessore alle Politiche per la Solidarietà, Maria Grazia Sartini ­ Come amministrazione ci siano impegnati affinché questo sogno potesse diventare realtà e abbiamo dato un contributo concreto, non solo dal punto di vista amministrativo, ma anche da quello economico. Abbiamo, infatti, finanziato sia il viaggio che l¹assicurazione per i bambini, cosa inusuale per un¹amministrazione comunale, affinché sulle famiglie che hanno deciso di ospitarli non gravasse un peso economico maggiore di quello del semplice mantenimento di un bambino. E¹ stato il nostro modo di essere solidali con chi sta peggio di noi. Un mese di soggiorno lontano dalle zone contaminate può allungare di molto le speranze di vita dei bambini e noi abbiamo voluto renderlo possibile. Da soli non siamo in grado di fare molto, però, abbiamo bisogno della collaborazione e della generosità di tutti i lonatesi, che sono sicura non mancheranno all’appello. Mi auguro, per il futuro, che sempre più famiglie di Lonate Pozzolo vogliano partecipare a questa avventura e aprire le loro case a un gesto di solidarietà, non gridata, ma sentita nel cuore". 
Il progetto è iniziato grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale con l’Associazione Umanitaria AUBAM di Luino. Chi volesse partecipare all’iniziativa per la prossima estate può chiedere informazioni e dare adesione presso l¹ufficio Informagiovani a Lonate Pozzolo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 agosto 2002
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