Suona la campanella ed è già sciopero

I sindacati proclamano lo sciopero il 10 settembre in tutte le scuole lombarde contro i tagli degli insegnanti

Inizia con uno sciopero l’anno scolastico per circa milletrecento scuole lombarde di ogni grado e ordine. Cgil Cisl e Uil Scuola hanno infatti indetto lo sciopero per il 10 settembre. Riguarderà circa centomila insegnanti e tutto il personale della scuola (oltre ai docenti, i dirigenti e il personale Ata). In tutti gli istituti statali, dalle materne alle superiori, l’agitazione prevede il blocco delle attività nelle prima ora di lezione per il personale docente (la prima del pomeriggio per quelli della scuole dell’infanzia), e per la prima ora di servizio per il personale Ata e per i dirigenti scolastici. 
Motivo dell’agitazione resta il taglio di 1185 posti nelle scuole. Tagli che avevano riscaldato anche la fine del passato anno scolastico e per la quale l’agitazione era in previsione già prima delle vacanze estive e prima che fossero fissate le date di inizio. Da parte del Ministero non c’è stato nessun ripensamento, denunciano i sindacati che proclamano l’inizio delle agitazioni. 
Così spiegano nella nota ufficiale diffusa dalle segreterie regionali, dove viene ribadita la responsabilità del ministro Letizia Moratti (nella foto)«per la gravissima situazione determinata dal taglio di 1185 posti a fronte di un aumento di 12mila allievi e nonostante la massiccia mobilitazione della scuola lombarda, la presa di posizione del Consiglio Regionale della Lombardia e degli Enti Locali per chiedere la modifica della decisione a suo tempo assunta, la situazione attuale sull’organico di fatto è in contrasto con le assicurazioni fatte dal Ministro al tavolo del confronto nazionale e sottrae altri posti necessari». 
Chi ci andrà di mezzo oltre agli insegnanti? Che cosa sarà sacrificato? Per i sindacati ci andranno di mezzo non solo la qualità del servizio e i livelli occupazionali, ma anche i progetti mirati. «In tutte le Province non saranno garantiti la continuità dell’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare, gli interventi per gli alunni stranieri, il servizio per la scuola dell’infanzia per la chiusura di molte scuole materne».
E poi ci sono i precari. In Italia restano 80mila cattedre sono scoperte, di cui 12 mila in Lombardia e il Ministero non ha autorizzato le assunzioni a tempo indeterminato. Così aumenta il precariato, aggiungono i sindacati che non tralasciano di attribuire delle responsabilità anche alla Direzione scolastica regionale «che non sta assumendo le decisioni necessarie a garantire la funzionalità del servizio nella scuola lombarda». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 agosto 2002
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