Traffico in aumento. E la gente non dorme

Monta la protesta dei cittadini assordati dai continui decolli soprattutto notturni. «Tra domenica e lunedì abbiamo contato almeno 50 partenze» commenta il vicesindaco

I comuni attorno a Malpensa sono sul piede di guerra. Ragione della protesta non è tanto l’aumento di traffico legato alla chiusura di Linate, quanto la frequenza dei voli notturni che obbligano i residenti a notti insonni.
A capo della protesta l’amministrazione di Arsago Seprio con sindaco e vicesindaco in testa :« In questi giorni si è tanto parlato dei contrattempi dei vacanzieri con 500 persone ferme in aeroporto per 40 ore – commenta amareggiato il primo cittadino Claudio Montagnoli – ma nessuno ha speso una parola per le nostre notti insonni disturbate dal costante rumore dei decolli». Il clou è stato toccato domenica scorsa quando dalla mezzonotte fino alle 5.30 di lunedì mattina sono partiti almeno 50 voli, stando al racconto del vice Claudio Filippini.
La spiegazione a tale situazione risale al marzo scorso, quando il direttore di Malpensa decise l’utilizzo della pista 35 R per i decolli in caso di ritardi :«Quella pista è riservata agli atterraggi – spiega Montagnoli – ma quell’ordinanza, in un periodo di grandi partenze come questo, trasforma l’eccezione in regola. Almeno diecimila cittadini vedono negato il proprio diritto al riposo  proprio nel periodo delle vacanze, in cui, invece, dovrebbero godere di tranquillità per ricaricarsi».
Che la situazione sarebbe diventata critica, il sindaco lo aveva già immaginato da tempo affidando alla magistratura il compito di decidere se la situazione fosse legittima o meno. «Abbiamo tante volte fatto ricorso ma fino ad oggi non abbiamo ancora ottenuto risposta. Sembra che Malpensa sia intoccabile e solo portatrice di lavoro e prosperità. Ma continuando a costruire alberghi ci trasformeremo in una "monopoli" dove la gente, però, dovrà dimenticarsi la quiete.»
E da oggi arrivano anche i 120 voli di Linate, cosa succederà? «Un volo o due voli in più all’ora durante il giorno passeranno inosservati – conclude Montagnoli – ma il nostro timore è che i movimenti si concentreranno al mattino presto o alla sera tardi. Quando potremo dormire?»


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2002
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