Una picchiata anomala

Sullo schianto aereo sta indagando anche l' Agenzia nazionale per la sicurezza del volo

L’investigatore dell’ Agenzia nazionale per la sicurezza del volo è arrivato a Jerago con Orago ieri sera, quando già era buio. Stamani ha analizzato il luogo dell’incidente e i resti dell’aereo, che ha il muso impiantato nel bosco, dopo una picchiata vertiginosa. «L’assetto d’impatto del velivolo è inusuale» , avrebbe dichiarato di primo acchito.
(sopra: il velivolo precipitato a Jerago)

Gli investigatori dell’agenzia sono persone di grande esperienza: piloti, istruttori, tecnici e ingegneri con competenze di alto livello. Insomma sono delle autorità in tema di volo e di aerei e soprattutto sono terzi rispetto agli enti Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) ed  Enav (Ente nazionale di assistenza al volo). Il loro compito è fare l’analisi degli incidenti e degli inconvenienti gravi (i cosiddetti incidenti mancati). L’agenzia, che è operativa dall’ottobre del 2000, non ha poteri inquirenti, ma il suo ruolo in tema di sicurezza aerea è fondamentale, perché fare luce su una sciagura significa evitare che si ripeta, in una sola parola: prevenzione.
L’incidente di Jerago con Orago, costato la vita a quattro persone, ha ancora molti lati oscuri. Chi era alla guida? I piloti a bordo erano due, Silvano Pozzi e Bruno Lomazzi. Come è possibile che i due motori siano andati in avaria contemporaneamente? Domande che abbiamo rivolto ad Adalberto Pellegrino, ex pilota militare e civile con oltre 22 mila ore di volo sulle spalle, portavoce ufficiale dell’agenzia nazionale  per la sicurezza del volo. 

Comandante che considerazione ha fatto quando ha visto la posizione in cui è stato ritrovato l’aereo?
«Il velivolo ha un assetto d’impatto inusuale, per un aereo che avrebbe avuto un’emergenza al motore. Una picchiata di quel tipo con l’impossibilità di controllare il velivolo apre il campo a molte ipotesi».

Quali?
«Sono solo delle ipotesi perché occorrerà avere tutti i dati tecnici. Abbiamo già richiesto le registrazioni radio e le copie delle tracce radar e le traiettorie di volo. Comunque tra quelle citate, blocco motore e mancanza di carburante, potrebbe esserci anche quella del malore del pilota o del blocco dei comandi. Bisognerà aspettare l’autopsia che il magistrato dovrebbe avere già  ordinato (si effettuerà martedì ndr)».

Si è parlato di avaria ad un motore. Ma nella casistica è frequente che un bimotore vada in avaria completa, cioè con entrambi i motori fuori uso?
«È una casistica remotissima. Un bimotore è certificato per volare anche con un motore solo. Certo il pilota dovrà assestare tutti i comandi per riportare l’aereo in assetto, ma non ci sono particolari problemi»

Ipotizziamo che l’aereo precipitato sia andato in avaria completa. Quella picchiata è giustificata?
«Ripeto, l’assetto d’impatto è inusuale per un aereo che ha un’avaria al motore. In genere anche un aeroplano tende a planare, a diventare come un aliante. Comunque quando si avranno tutti i dati si potranno  trarre conclusioni più precise».

Sembra che al comando dell’aereo non ci fosse il pilota ufficiale Silvano Pozzi, come si è detto al momento dell’incidente, ma Bruno Lomazzi?
«Io non ho elementi per rispondere a questa domanda. I colleghi della omologa agenzia elvetica, con la quale stiamo collaborando, (l’aereo precipitato era registrato presso l’aeroporto di Locarno-Magadino ndr) ci hanno confermato la presenza di due piloti a bordo. È possibile che si alternassero uno all’andata e uno al ritorno»


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2002
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