Via alla sanatoria di colf e badanti, anche il Varesotto si mette in coda

Da oggi in distribuzione il kit gratuito per la dichiarazione di emersione di lavoro irregolare. Nessuna "ressa" alle poste. Secondo la Cgil sono circa 5000 i clandestini da regolarizzare

La nuova legge sull’immigrazione, la Bossi-Fini, entrerà in vigore il 10 settembre, ma da oggi, mercoledì 28 agosto, è disponibile in quasi tutti gli uffici postali la documentazione per la sanatoria di colf e badanti. 
Secondo la Cgil di Varese i clandestini da regolarizzare sarebbero circa 5000 in tutta la provincia. 
Nessuna "ressa" alla conquista dell’ormai noto "kit" gratuito (il primo in distribuzione è quello di colore bianco): in alcuni uffici postali di Varese i moduli erano quasi terminati, per esempio nell’ufficio di via Pasubio, ma in altri abbondavano, come a San Fermo dove, alle 11 del mattino, ancora nessuno era andato a farne richiesta. 
A Busto Arsizio nella Posta Centrale, quella di via Italia, dei 50 plichi disponibili ne erano stati ritirati circa la metà, quasi tutti da stranieri (pochi quindi, almeno per il momento, i datori di lavoro a Busto che si sono mossi). 
Anche a Gallarate nella Posta di via Vespucci la distribuzione è stata "regolare" e non c’erano code per ritirare i moduli. «Come è giusto che sia – fanno sapere dalla Prefettura di Varese che avrà il compito di esaminare e verificare l’ammissibilità delle domande -. Quello che forse non tutti hanno ancora capito è che ci sono due mesi di tempo, 60 giorni, dal 10 settembre, da quando cioè entrerà in vigore la legge, per consegnare i moduli debitamente compilati». 
  
I kit sono stati stampati in oltre un milione e mezzo di copie. Impossibile utilizzare il modello che si trova sul sito del Ministero dell’Interno:  la  documentazione originale è infatti  impostata su doppia pagina fronte-retro, la cedola-ricevuta  ha un codice a barre  adesivo da applicare sulla busta, mentre il modulo di dichiarazione è predisposto per un sistema a lettura ottica. Il Ministero consiglia, quindi, di utilizzare il modulo riportato su Internet unicamente come "minuta". 

Una curiosità: i lavoratori, in base allo stato di provenienza, sono stati contrassegnati con una sigla, ma pare che alcune nazioni siano state dimenticate ed altre, "minuscole" e sperdute,  invece segnalate. 
Non mancherà poi qualche straniero che protesterà all’idea di finire catalogato nella nazione "sbagliata": che cosa dovrebbe dire il palestinese che dovrà qualificarsi come proveniente da   ISR, ovvero Israele? Oppure il serbo, in provincia ce ne sono più di 300, che dovrà registrarsi come Croato? Dettagli per noi italiani, non per chi fugge da luoghi con conflitti storici. 
      

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 agosto 2002
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