50mila firme contro i ticket

Varese - Il disavanzo della spesa sanitaria mette in difficoltà la Regione. Ulivo, Di Pietro e Prc spiegano la loro ricetta e lanciano una petizione

Le decisione della giunta regionale di reintrodurre i farmaci a pagamento viene fortemente osteggiata da Ulivo, Italia dei valori e Rifondazione Comunista. In Provincia di Varese, le forze politiche di opposizione hanno lanciato una campagna di firme contro la deliberazione dello scorso 10 dicembre. Il testo dell’appello sarà portato nelle strade, nelle piazze e nei mercati delle città del Varesotto. L’obiettivo è quello di raccogliere 50mila firme da inviare al governatore della Regione, Roberto Formigoni, chiedendo il ritiro della delibera o almeno una correzione delle parti più penalizzanti versi i malati cronici e i meno abbienti.
Le opposizioni condannano la mancanza di equità nel “blitz natalizio” della giunta: «L’applicazione del ticket è indiscriminato perché non considera chi ha meno soldi e chi ha malattie croniche» spiega Stefano Tosi, portavoce provinciale della coalizione.
La reintroduzione dei ticket è stata decisa per fare fronte al crescente disavanzo nella spesa sanitaria regionale. Alla base del provvedimento c’è un momento di difficoltà delle casse pubbliche, affaticate da un sistema di accreditamento che ha sì permesso l’utilizzo delle strutture private a tutti, ma che ha caricato sulle spalle del servizio pubblico costi molti più alti del previsto. Il centrosinistra, Di Pietro e Rifondazione puntano l’accento su un sistema di accreditamento senza controlli, che avrebbe favorito l’aumento della spesa. «Tutto ciò costerà ai cittadini lombardi oltre 500 milioni di euro, cioè 100 miliardi di vecchie lire» spiegano i rappresentanti dell’opposizione. In questo modo, la libertà di scelta sarebbe compensata in negativo da un aumento di tassazione che colpisce soprattutto i più deboli. Ma quale idea di sanità ha invece il centrosinistra? «Un sistema meno vicino all’idea di business – dice Tosi – e cioè di integrazione tra pubblico e privato, con l’accento però sul pubblico».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2003
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