«Aree dimesse, troviamoci subito con i cittadini»

I Democratici di sinistra lanciano la proposta dopo un’analisi degli obiettivi che si vorrebbero raggiungere con la riqualificazione della grande area

«Spingeremo affinché il tempo in cui la gente ne parlerà venga al più presto possibile e, soprattutto, venga prima che l’ultimo timbro, l’ultimo bollo mettano termine alla possibilità di intervento su un progetto che riteniamo sbagliato e dannoso per la Città». I Democratici di Sinistra di Saronno tornano a parlare di aree dismesse respingendo le accuse di Forza Italia secondo cui i diessini sono capaci di dire soltanto “no”. Le aree in questione si estendono su oltre 200 mila metri quadri, la metà dei quali, secondo le linee guida recentemente approvate dal consiglio comunale, saranno adibite a verde pubblico.
«Ribadiamo con forza i nostri “sì”» spiegano i rappresentanti del partito di opposizione. E così, in un lungo comunicato, i diesse tracciano gli obiettivi del progetto: «realizzazione di un intervento che mescoli funzioni e stratificazioni sociali diverse, superamento della barriera fisicamente costituita dalla ferrovia che divide in due parti della città; realizzazione di un intervento di “cerniera”; realizzazione di un parco che abbia una sua autonomia funzionale, tematica».
Inoltre i Democratici di Sinistra chiedono che vengano ulteriormente coinvolti i cittadini, che ci sia una progettazione unitaria con una presenza contestuale di tutti gli operatori. «Se non verrà interessata la Città finiranno con il prevalere gli interessi dei singoli, certamente legittimi ma che non possono prevalere su quelli di tutti. Se il progetto non verrà sviluppato in modo unitario la realizzazione permarrà quella che attualmente viene disegnata: la linea ferroviaria permane a fare da barriera, nell’area centrale si realizzerà un insediamento abitativo di elevato standard qualitativo ma senza alcuna integrazione con il resto della città, il parco avrà una finalizzazione prevalentemente indirizzata verso le abitazioni costruite nell’area, la zona sud permarrà, al momento, una zona di insediamenti produttivi con tutti i limiti, e le brutture, che sono sotto gli occhi di tutti».
E ancora: «Con quali strumenti coinvolgere la Città? con tutti quelli che consentano alla Città di esprimersi e di far contare le proprie opinioni. Chi coinvolgere? tutti coloro che vorranno essere coinvolti ma garantendo a tutti la possibilità di esserlo (ricordate De Andrè: “…sarete tutti coinvolti”). E ancora: «Rifiutiamo qualsiasi altra polemica o speculazione politica: le consideriamo solamente dei “ballons d’essai” che hanno l’obiettivo di sviare l’attenzione dal tema fondamentale. Ci sarà tempo durante la campagna elettorale per ritirare in ballo argomenti del genere. Sediamoci tutti alla Aldo Moro, chiediamo ai giornalisti locali di farsi portavoce delle domande dei cittadini, diamo la possibilità ai cittadini di fare domande direttamente; potrebbe essere un primo momento di confronto con la Città. Ma facciamolo subito prima che il treno messosi in moto sia diventato una macchina inarrestabile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2003
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