Artigiani: «Finanziaria 2003, delusione e sfiducia»

Il commento punto per punto dell'associazione di categoria

riceviamo e pubblichiamo

«Finanziaria 2003, "Rigore e Sviluppo": tanto del primo, poco dell’altro». Lo affermano Giorgio Merletti, Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese e Daniele Parolo, Presidente della Cna Varese – Ticino Olona che valutano, con severità e preoccupazione, la Legge perché getta lunghe ombre sulla concertazione/dialogo sociale tra Governo e parti sociali. «Dov’è finita la volontà di realizzare le riforme strutturali indicate nel Patto per l’Italia siglato il 5 luglio e necessarie per sciogliere i nodi che ancora bloccano le potenzialità di sviluppo del Paese? Pensiamo, in particolare, alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, alle riforme del Welfare e del fisco, alla semplificazione amministrativa, ma anche al sostegno della ricerca, della formazione e dell’innovazione, al rafforzamento e alla costruzione delle infrastrutture del nostro territorio, alla promozione degli investimenti nelle aree depresse», sottolineano Merletti e Parolo. In particolare, le due Associazioni denunciano con forza il comportamento del Governo e della maggioranza che hanno accentuato i limiti profondi di una manovra finanziaria di corto respiro, che non guarda allo sviluppo del Paese e che si basa su entrate di carattere straordinario e non ripetibili.

L’emergenza finanziaria non può essere affrontata solo facendo ricorso al condono fiscale, inopportuno e inefficace perché attuato prima di mettere in campo quella riforma fiscale già preannunciata nel programma della Casa delle Libertà. Un condono che è da considerarsi il peggior segnale che si possa dare ai contribuenti, soprattutto per una categoria come l’artigianato, che in questi anni ha dimostrato fedeltà e responsabilità fiscale accettando prima, e credendo poi, nell’istituzione degli studi di settore. Studi che, grazie anche al lavoro svolto dalle Associazioni di rappresentanza, hanno permesso un maggior gettito strutturale ed un rapporto più trasparente tra l’Amministrazione Finanziaria e le piccole imprese. E’ evidente che premiare coloro che hanno disatteso gli studi significa interrompere un rapporto di fiducia reciproca che si stava consolidando, vanificare tanta parte del lavoro svolto in questi anni e fomentare il ritorno alla slealtà fiscale, con inevitabili ricadute economiche negative per i prossimi anni. Significa snaturare quel ruolo di rappresentanza che la società di mezzo ha sempre svolto e tentare di ridimensionare – sembra volerlo la cultura politica attuale – l’importanza che l’associazionismo ricopre nei confronti dei singoli.

Ma, anche se si volesse ragionare a prescindere dai condoni, l’ultima versione della Finanziaria non è all’altezza delle sfide del Paese e delle necessità dell’artigianato e delle pmi italiane.

Basti pensare che non vi è alcuna risposta alle responsabili proposte avanzate dall’artigianato per invertire il ciclo economico negativo e rilanciare la domanda, considerato che:

  1. Le risorse previste per Artigiancassa rappresentano il minimo stanziato negli ultimi 50 anni e sono talmente insufficienti che sviliscono uno dei pochi strumenti reali ancora a disposizione della categoria, nonostante Artigiancassa, nel corso degli anni, abbia contribuito, a fronte di modesti finanziamenti, a garantire lo sviluppo della piccola impresa ed a creare migliaia di posti di lavoro veri.
  2. Non si ha alcuna risposta ai drammatici problemi dell’indotto non solo FIAT ma anche di alcune grandi realtà industriali del nostro territorio (Cagiva, Agusta…) dove migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori sono in attesa di attenzione e di provvedimenti di sostegno adeguati ad una crisi che si presenta strutturale e di non facile soluzione.
  3. La parziale proroga delle agevolazioni per le ristrutturazione in edilizia, privata dell’agevolazione dell’IVA al 10 %, rappresenta nei fatti un duro colpo ad una misura che si è dimostrata importante per l’economia del Paese, come strumento di contrasto al sommerso e per i consumi dei cittadini.
  4. Le non poche complicazioni e burocratizzazioni introdotte nel meccanismo di riconoscimento e di fruizione del credito d’imposta per gli investimenti e l’occupazione rendono tale importante incentivo inaccessibile per gran parte delle imprese artigiane.
  5. La mancata proroga dello sgravio contributivo del 50% per i neo imprenditori di età inferiore ai 32 anni rappresenta un’occasione mancata per dare impulso ad una voglia imprenditoriale su cui sarebbe invece strategico investire.
  6. La riforma degli incentivi riduce, di fatto, le risorse destinate al mondo della piccola impresa e rischia di eliminare leggi che hanno funzionato e generato aspettative quali la 215 ed il prestito d’onore.
  7. Sono stati ridotti i fondi destinati all’istruzione, alla ricerca, alle università e alla formazione professionale in ambito lombardo compiendo un gravissimo errore strategico: la nostra non è un’economia che può mantenersi competitiva senza investire in innovazione e qualificazione professionale.

«Nel corso dell’anno 2002 Confartigianato e Cna si sono impegnate quotidianamente in un confronto serrato con il Governo, il Parlamento e le altre parti sociali per stimolare e "misurare" il rinnovamento nelle leggi, nell’architettura dello Stato, nella pubblica amministrazione, nella concertazione sociale, nel sistema delle relazioni sindacali e contrattuali», proseguono Merletti e Parolo. «Diamo atto all’Esecutivo – concludono i Presidenti – di aver aperto il cantiere delle riforme. I cantieri, però, debbono attuare i progetti e i piani di lavoro in tempi certi, perché il rinnovamento della società ed il cambiamento nell’economia non possono più aspettare. Invece ancora troppi sono i tentennamenti, le incertezze, le indecisioni». A partire dalla nostra Provincia, i cui parlamentari sono stati invitati ad un incontro per conoscere le nostre impressioni, hanno ricevuto le nostre proposte "emendative" unitarie per ben due volte e non hanno trovato il tempo neppure per alcune, marginali prese d’atto formale.

Le elezioni, purtroppo, sono lontane …

Associazione Artigiani della provincia di Varese
Cna Varese-Ticino Olona

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2003
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