Benedizione di animali e automobili per la festa di Sant’Antonio

Si tratta di un lunga tradizione che si svolge ogni anno fronte alla secolare chiesetta dedicata al santo

Tutti a benedire animali e automobili. A Saronno da decenni è ormai tradizione far benedire le proprie bestie durante il giorno di Sant’Antonio. Se una volta si benedivano cavalli e mucche, oggi tocca a cani, gatti e… automobili. Alle 15 di oggi, venerdì 17 gennaio, chiunque si potrà recare presso il parco degli Alpini, adiacente la Chiesetta dove un Sacerdote
benedirà animali, automobili e consegnerà ai presenti una medaglietta ricordo. L’iniziativa è organizzata dalla Pro Loco di Saronno, in collaborazione con don Alfredo Premoli parroco della parrocchia.
La giornata prevede anche l’apertura della storica Chiesetta. Infatti nel giorno di S. Antonio, viene esposta la reliquia del Santo, e una interminabile processione di fedeli entra nella Chiesetta per baciare la reliquia.
Storia e leggenda si intrecciano nella tradizionale Festa di Sant Antonio Abate, un Santo che a Saronno è venerato da molti secoli e che trova la sua ideale cornice nella suggestiva chiesetta a lui dedicata. Ed è a questa piccola chiesa che è collegata la storia di una antica famiglia saronnese, il casato degli Zerbi, le cui prime documentazioni storiche risalgono al 1385, data di un rogito notarile saronnese in cui appare per la prima volta la descrizione di “un appezzamento di terra di campo giacente nel territorio del borgo di Serono dove si sarebbe dovuto erigere un oratorio”. La costruzione della chiesetta è avvenuta poi intorno alla metà del Quattrocento. Nel 1859 invece è avvenuta la donazione alla Parrocchia.

Un’altra tradizione accompagna la chiesetta di Sant’Antonio Abate. Di pestilenze Saronno ne ha subite molte. Quella del 1576 durò quasi un anno e quella cosiddetta “del Manzoni” fece migliaia di vittime anche nel borgo saronnese. La piccola Chiesa fu trasformata, in entrambi i periodi, in lazzaretto e i sopravvissuti dell’ultima epidemia fecero un solenne voto alla Vergine Maria, promettendo che ogni anno, nel mese di marzo, (periodo in cui l’epidemia finì di mietere vittime) si sarebbero recati in processione al Santuario offrendo candele votive. La tradizionale processione, che inizia poco dopo il sorgere del sole, si perpetua ancora oggi in ricordo del voto fatto quattro secoli fa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2003
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