Centrosinistra, una mozione contro il ripristino dei ticket sanitari

L’opposizione propone al consiglio comunale di approvare un documento in cui si chiede alla Regione di ritirare o modificare la delibera in questione

Tutto il centrosinistra saronnese si è unito per stilare una mozione contro il ripristino dei ticket sanitari. Costruiamo Insieme Saronno, Democratici di Sinistra, Socialisti Democratici, Una città per tutti e Margherita, presenteranno il documento domani sera, giovedì 30 gennaio, in consiglio comunale.
La mozione chiede di considerare il provvedimento regionale «iniquo perché colpisce in misura maggiore chi è più malato, ingiustificato perché si aggiunge all´aumento, fino allo 0.5%, dell´addizionale IRPEF deliberato dalla Giunta regionale e in vigore dal gennaio 2002» . Inoltre, viene chiesto al consiglio comunale saronnese di approvare la richiesta, da avanzare in Regione, sul ritiro della delibera in questione oppure che venga modificata «estendendo l´esenzione a tutte le categorie di cittadini a basso reddito, ed innalzando le fasce di reddito esenti; esentando dal pagamento dei ticket i malati cronici; riducendo significativamente i ticket sul Pronto soccorso».
In seguito alla delibera regionale approvata lo scorso 10 dicembre avente come oggetto “Misure urgenti in merito alla razionalizzazione della spesa sanitaria”, infatti, il centrosinistra spiega che «a partire dal 12 dicembre 2002, è stato introdotto un ticket di 2 euro per ogni confezione di farmaci prescritta e un ticket di 35 euro (per visite specialistiche) o di 50 euro (per visita specialistica più prestazione diagnostica o terapeutica) per chi recandosi ai punti di Primo Intervento, Pronto soccorso, DEA, EAS viene considerato non urgente».
Inoltre, sempre secondo la delibera regionale, «le categorie escluse dal pagamento dei ticket sono del tutto marginali – prosegue il centrosinistra – Infatti pagano anche: i pazienti portatori di malattie croniche (diabete, ipertensione, malattie coronariche, malattie rare, epatiti croniche ecc.) bisognosi di ingenti cure farmacologiche quotidiane; i cittadini a basso reddito, a meno che non siano titolari di pensione sociale o di pensione al minimo con età superiore ai sessant´anni e con redditi familiari annui inferiori agli 8263,61 euro (se soli) o 11.362,05 (se con coniuge)».
La discussione in consiglio comunale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2003
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