«Condanniamo qualsiasi forma di razzismo»

La dirigenza della squadra sostiene inoltre che «ingiusto accusare un gruppo piuttosto che un altro di quanto accaduto a Bologna. Così come è sbagliato colpevolizzare l'intera Curva Nord»

riceviamo e pubblichiamo 

Pallacanestro Varese condanna con fermezza qualsiasi forma di razzismo e cori tipo quelli ascoltati al termine della partita con Bologna che richiamano una triste pagina della storia italiana. Sin dal suo insediamento la nuova dirigenza ha cercato di dialogare con i tifosi facendo il posibile perchè il tifo all’interno del Palaignis sia sempre corretto e leale. Positivi risultati sono stati conseguiti lo scorso anno: i tifosi di Varese sono stati tra i più corretti dell’intero panorama cestistico italiano. Dopo anni sono state organizzate alcune trasferte senza il minimo problema o incidente. Di recente ben 150 tifosi si sono spostati ad Amsterdam per seguire la propria squadra del cuore segnalandosi al pubblico locale per calore e correttezza nel tifo.

La nostra società non fa inoltre assolutamente distinzioni tra i vari gruppi del tifo organizzato, per noi non esiste affatto un problema "Blood Honour". Sappiamo benissimo che gli appartenenti a questo gruppo seguono principalmente il calcio, ma coloro che si recano a vedere anche le partite della Metis non hanno mai creato problemi. Ci sembra ingiusto, quindi, accusare un gruppo piuttosto che un altro di quanto accaduto a Bologna. Così come è sbagliato colpevolizzare l’intera Curva Nord. Come voi stessi avete sottolineato, diversi tifosi hanno già avuto modo di manifestare (attraverso il sito varesefansbasket e attraverso alcune email giunte in sede) il loro dissenso per alcuni cori sentiti proprio in occasione dell’ultima trasferta. La società, anche in questo caso, dialogherà con i rappresentanti della Curva biancorossa cercando di responsabilizzare gli stessi perchè episodi del genere non accadano più.

Marco Zamberletti
Addetto Stampa della Pallacanestro Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2003
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