Costituzione e bandiera, «altro che ronde»

Lavena Ponte Tresa – Saranno 44 i giovani diciottenni che "debutteranno " in società. Il battesimo civico compie otto anni

Una cosa accomuna i magistrati reduci dall’inaugurazione dell’anno giudiziario e i 44 ragazzi che hanno compiuto diciott’anni negli ultimi 12 mesi a Lavena Ponte Tresa. Entrambe le categorie (almeno per quanto riguarda i giovani di Lavena e le toghe non proprio d’accordo con la gestione governativa della giustizia) avranno tenuto una copia della costituzione sotto braccio. Sì, perché domenica prossima la cerimonia del “Battesimo civico” compie otto anni grazie all’invenzione del sindaco di Lavena Ponte Tresa Donata Mina Stocchi, allora – era il 1996 – assessore alla cultura del comune, e adottata oggi in numerosi comuni della provincia e dell’intera penisola.
Una copia della costituzione, unitamente ad una bandiera italiana verrà consegnata ai giovani diventati maggiorenni per la legge, e che proprio grazie alla legge acquisiscono precisi diritti e doveri derivanti dal raggiungimento della maggiore età.
“Non si tratta di una semplice cerimonia di carattere simbolico – commenta il primo cittadino di Lavena Ponte Tresa – ma una vera e propria presa di coscienza che si chiede ai ragazzi. Un segno preciso riguardante un senso comune d’appartenenza alla società che deve essere la base della convivenza civile. L’obiettivo degli amministratori e di noi sindaci in particolare deve essere mirato ad avvicinare i giovani allo Stato per far capire loro che se bussano alla porta delle istituzioni troveranno qualcuno pronto a rispondere e ad aiutarli”.
La cerimonia avviene proprio in un momento piuttosto teso per il paese: dopo l’alluvione che ha paralizzato per alcuni giorni il centro al confine con la Svizzera, nello scorso novembre, anche diversi furti nelle abitazioni della zona hanno contribuito a creare un clima di diffidenza. Nella zona addirittura c’è chi ha pensato alla creazione di ronde di cittadini che pattugliano le strade per scongiurare furti.
“Non c’è alcun bisogno di ronde o giustizieri – conclude il sindaco – è sufficiente creare il senso civico nella popolazione, istruendo i ragazzi a segnalare ciò che non va alle istituzioni competenti e lasciando alle forze dell’ordine il compito di far rispettare la legge”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 gennaio 2003
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